RIBADENDO FERMAMENTE CHE NOI NON POSSIAMO ACCETTARE LA COMPRAVENDITA DI UN ANIMALE NON POSSIAMO PERO' FARE FINTA CHE CIO' NON SUCCEDA...SE AVETE PROPRIO DECISO DI COMPRARLO E NULLA PUO' CONVINCERVI A DESISTERE DA QUESTA ASSURDA INTENZIONE ALMENO NON DATE SOLDI A PERSONE SENZA SCRUPOLI............. 

DUE PAROLE SULLE FIERE DEL CUCCIOLO...SOTTO NATALE NE SONO PREVISTE SUL TERRITORIO ITALIANO LEGGETE SOTTO IL RESOCONTO DRAMMATICO DEGLI ACQUISTI AVVENUTI IN UNA SOLA DI QUESTE "MANIFESTAZIONI"


DICIAMO BASTA A GROSSISTI CHE VENDONO CUCCIOLI DI TUTTE LE RAZZE, CANIFICI, FIERE DEL CUCCIOLO 
E IMPORTAZIONI DALL'EST! 


Tratto da http://www.dallapartedelcane.com/est.html 


Se non conoscete ancora a fondo l'argomento, scoprite cosa sono
I cani dell’EST


Se volete farvi un'idea precisa di ciò che rischiate acquistando questi cani.
I CANIFICI

 

I cani dell'EST: di Valeria Rossi - tratto da "Ti presento il cane"

Molta gente ancora non ha capito cosa si nasconde dietro al traffico di cuccioli dall’Est europeo, ovvero dei cuccioli commercializzati dalla stragrande maggioranza dei negozi e dei cosiddetti “puppy mills”, ovvero sedicenti allevamenti che si pubblicizzano con frasi come “Dieci (o venti, trenta…) bellissime razze! Spedizioni in tutta Italia, isole comprese!”…come se i cuccioli fossero armadietti per la cucina.
Ma che c’è di sbagliato, in fondo, in questi cuccioletti di provenienza ungherese o rumena, che appaiono tanto carini e che (secondo la vox populi, perché la realtà è un po’ diversa) costano meno di un cane di allevamento?
Forse i cani di allevamento sono un po’ più belli…ma se non si è intenzionati a fare esposizioni, cosa importa se un’orecchia è un po’ più lunga, o se il pelo è un po’ meno soffice?
Altra obiezione “classica”: ma andiamo,il cucciolo è un cucciolo, punto e basta! Cosa sono tutti questi problemi? La cosa più logica da fare quando si decide per l’acquisto è andare a cercare il posto: a) più comodo, b) più economico.
Partiamo allora da quest’ultimo punto, chiarendo subito che i cuccioli dell’Est non sono mai “a buon prezzo” come potrebbe sembrare a prima vista. 
Infatti quel (poco) che si risparmia all’atto dell’acquisto verrà vanificato dalle spese veterinarie sostenute per rimettere in sesto un cane quasi sempre malato, spesso gravemente. 
Ma è proprio vero che i cuccioli dell’Est sono quasi sempre malati? Purtroppo sì, è vero. Ed è vero perché sono allevati “a basso costo”. 
Ma questo non significa assolutamente che ci si sforza di venire incontro al cliente per fargli spendere meno!
Significa invece che: 
a) i cuccioli nascono da genitori scelti a casaccio, senza criteri selettivi, perché i test per verificare la presenza di tare genetiche costano cari. Quindi non si fanno. Nessuno controlla le patologie oculari, la displasia dell’anca e del gomito, le malattie cardiache ereditarie. Se i genitori sono affetti non vengono mai esclusi dalla riproduzione (come avviene in un buon allevamento), ma usati (anzi, sfruttati) a più non posso. E i cuccioli ereditano queste malattie;
b) le fattrici sfornano una cucciolata dopo l’altra, ogni sei mesi, senza alcun tempo di ripresa: non sono accudite amorevolmente dopo il parto, ma messe lì in attesa del prossimo calore, come in una catena di montaggio. Ovviamente questo debilita immensamente le cagne, e da madri debilitate possono nascere solo cuccioli deboli;
c) per le madri si usa cibo a sua volta a basso costo, e quindi di bassa qualità, che debilita ancora di più le cagne. I cuccioli vengono a malapena svezzati – sempre con cibo di bassa qualità – e poi impacchettati e spediti, perché tenerli più a lungo comporterebbe un costo aggiuntivo che i “cagnari” si guardano bene dal sostenere;
d) i cuccioli vengono “impacchettati e spediti” intorno ai 30-35 giorni di età, perché a 40 giorni (età in cui risultano più “appetibili” per il cliente) devono già essere in vetrina. Questo significa che non possono essere vaccinati (la prima vaccinazione non si può effettuare prima dei 50 giorni perché non avrebbe alcun effetto, essendoci ancora in circolo gli anticorpi materni). Inoltre, a questa età, il sistema immunitario del cucciolo non è ancora completamente sviluppato: quindi i cani non hanno letteralmente difese contro gli agenti patogeni, i virus, i batteri che possono incontrare sul loro cammino;
e) i cuccioli, per arrivare in Italia dall’Ungheria o dagli altri Paesi sedi dei canifici, viaggiano per almeno due giorni (debilitati e senza alcuna protezione vaccinale) su camion senza riscaldamento, stivati come galline in gabbiette non igienizzate che hanno visto passare altre migliaia di cuccioli…con i risultati che si possono facilmente intuire. 
Perché, allora, i commercianti acquistano i cani dell’Est? Perché gli allevatori di qualità, che selezionano con cura e amano i loro cuccioli come se fossero loro figli, ben difficilmente vendono ai negozi: infatti gli allevatori di qualità selezionano anche i clienti. Vogliono conoscerli, sapere chi sono, seguirli lungo tutto il cammino della vita del cucciolo. Questo non sarebbe possibile se i cuccioli venissero consegnati a un rivenditore.
In Italia, ovviamente, non ci sono solo allevatori di qualità (magari!)…ed esistono anche allevatori che rivendono ai negozi: ma il loro prezzo non è mai inferiore ai 250-300 euro. 
I cani dell’Est costano circa 50 euro…e i conti sono presto fatti.
All’importatore-grossista, così come al rivenditore finale, non importa se qualche cucciolo muore e/o qualcun altro dev’essere sostituito: il risparmio è tale che possono mettere in conto un 50% di decessi senza che questo renda meno remunerativo l’affare…e infatti la percentuale di cuccioli dell’Est che non sopravvive all’importazione si aggira proprio intorno al 50%. Alcuni muoiono durante il viaggio…molti, purtroppo, nelle case dei nuovi proprietari.
Eppure i cuccioli in vetrina sembrano sempre in ottima forma! Come possono essere tutti malati? Purtroppo possono, eccome. 
Solo che, appena sbarcati in negozio, vengono immediatamente riempiti di gammaglobuline (e talvolta anche di eccitanti) per “mascherare” la situazione reale, che si manifesta sempre e solo dopo la vendita.
I cuccioli dell’Est vengono venduti solo in negozio? No, purtroppo: anche molti sedicenti allevatori sono in realtà degli importatori. 
In generale, tutte le strutture che garantiscono la “pronta consegna” di qualsiasi razza di cane sono altamente sospettabili.
Un altro mezzo di diffusione molto noto (e – cosa vergognosa! – addirittura promosso, recentemente, dal Tg5) sono le cosiddette “Fiere del cucciolo”, “Cucciolandie” e affini.
Se un cucciolo muore dopo pochi giorni dall’acquisto, non si dovrebbe avere diritto a un risarcimento? Certo, la legge lo prevederebbe…ma i negozianti mettono – ovviamente – le mani avanti per tutelarsi.
Ecco alcuni tipici segni di fregatura in arrivo:
a) richiesta di denaro contante e rifiuto di assegni, bancomat, carta di credito;
b) richiesta di firmare una “garanzia” che, se letta attentamente, conterrà sempre assurdità quali la durata di 24-48 ore (pazzesco! Il tempo di incubazione delle più comuni malattie virali è di quindici giorni!), il divieto di far visitare il cucciolo da veterinario diverso da quello suggerito dal negoziante (sembra incredibile, ma abbiamo visto anche questa!) e/o altre postille varie che di fatto sollevano il venditore da qualsiasi responsabilità;
c) la mancata consegna di scontrino fiscale per quanto riguarda il cucciolo: sullo scontrino troverete solo le voci relative al cibo, alle ciotole ecc.
Se un cliente la mette proprio giù dura, il negoziante solitamente sostituisce il cucciolo con un altro (sempre dell’Est, ovviamente!): sappiamo di un caso in cui è morto ANCHE il secondo cucciolo, per di più in una famiglia in cui era presente un bambino…e si può immaginare la sua felicità in tutto questo.
Comunque, in alcuni casi, è ancora possibile intentare una causa ed essere risarciti (anche se si è firmato un contratto-capestro). 
Non intendiamo, da queste pagine, dare ulteriori armi ai negozianti disonesti e spiegare loro come difendersi meglio: quindi, se volete saperne di più, scrivete all’indirizzo della redazione o mandate una e-mail a canidellest@tipresentoilcane.com.
Vi metteremo in contatto con l’avvocato Simona Mosconi, che dopo essere stata a sua volta vittima di questo losco traffico (il suo west highland è vissuto solo dieci giorni) è riuscita a far sequestrare i cuccioli dell’Est venduti da un grande pet-shop di Milano ed è ancora sulla breccia, insieme alla nostra rivista, per proseguire questa battaglia.
Tutti i cani dell’Est europeo sono cuccioli di scarto? Ovviamente no! Questo traffico riguarda solo i cosiddetti “canifici”, ovvero gli allevamenti “a basso costo” in cui si producono cuccioli badando solo alla quantità e non alla qualità.
In Ungheria, Romania e altri Paesi europei esistono anche ottimi allevamenti, che producono ottimi cuccioli…e NON li vendono ai negozi italiani, così come non lo fanno, per i motivi già visti, i migliori allevatori di casa nostra.
Quando si parla di “cuccioli dell’Est” ci si riferisce sempre e solo ai canifici: è importante (e corretto!) specificare che all’Est non ci sono solo canifici, ma è ancor più importante ricordare che i cuccioli che vengono importati e rivenduti da negozi e fiere sono SOLO ED ESCLUSIVAMENTE cuccioli di scarto.
Se il negoziante vi parla di cuccioli “figli di campioni ungheresi”, nove volte su dieci vi sta truffando! Chiedetegli la dimostrazione pratica di quanto sta affermando…e vedrete che succede.
Perché nessuno fa nulla per fermare questo traffico? La risposta è davvero molto triste: perché E’ TUTTO LEGALE.
Cagnari, canifici e negozi si pubblicizzano impunemente dalle pagine di quotidiani, riviste e perfino riviste specializzate (per quanto ne sappiamo, “Ti presento il cane” è al momento l’UNICA rivista che rifiuta la pubblicità di importatori e rivenditori di cuccioli dell’Est), perché la legge italiana non si interessa del problema; i media non si interessano del problema; nessuno se ne interessa finché magari non acquista un cucciolo per i suoi bambini e il cucciolo muore.
E’ perfettamente legale importare cuccioli, purché in regola con le vaccinazioni: ma i libretti si falsificano senza problema, basta un veterinario complice.
E’ perfettamente legale (ed è VERGOGNOSO che lo sia) esporre i cuccioli in vetrina, a rotazione, così se uno solo di essi fosse malato è garantito che impesta anche tutti quelli che arriveranno dopo di lui (ma intanto ci sono la gammaglobuline!).
E’ perfettamente legale, sempre con la complicità di un veterinario, “dopare” letteralmente i cuccioli per farli sembrare vispi e allegri: basta che il veterinario dichiari che avevano bisogno della somministrazione di quei tali farmaci.
Purtroppo sì, è proprio così: i veterinari complici non solo esistono, ma sono anche numerosissimi.
E l’Ordine dei Veterinari, invece di cercarli uno ad uno e di radiarli ignominiosamente, si preoccupa di punire chi cerca di offrire un servizio sociale…come sta accadendo alla Mutua veterinaria di Torino, di cui parleremo nel prossimo numero.
Di cani dell’Est ho tentato personalmente di parlare ai media (innumerevoli e-mail, fax e lettere spedite a Maurizio Costanzo, Striscia la Notizia e altri): non ho mai avuto nessuna risposta. 
Stessa sorte per molte altre persone che conosco, dall’animalista sfegatato al semplice cinofilo a cui è morto il cucciolo tra le braccia.
Certo, in questo traffico sono implicate troppe realtà: negozi, allevatori, veterinari, lo stesso ENCI (che voltura i pedigree ungheresi senza fiatare, dando ai cani dell’Est – o almeno a quelli sopravissuti - un pedigree italiano e la possibilità di riprodursi)…e ovviamente lo Stato italiano, che permette le importazioni senza sufficienti accertamenti.
Andare a mettere il dito nella piaga rischia di sollevare un vespaio non indifferente…e forse per questo, TUTTO TACE. 
Tutti i negozi vendono sempre e solo cani dell’Est? No, non tutti: anche se purtroppo si tratta della stragrande maggioranza. 
Però ci sono anche negozianti-allevatori che vendono i propri cuccioli, talora di ottimo livello.
Come faccio a capire se il negoziante vuole vendermi un cucciolo-truffa? E’ molto semplice. Basta:
a) chiedere la provenienza esatta del cucciolo e farsela mettere per iscritto.
Ricordiamo che i venditori senza scrupoli cercheranno sempre di far leva sui nostri sentimenti, facendoci sentire addirittura dei disgraziati se facciamo domande precise: ma come? L'amore per il cane non viene prima di ogni altra cosa? 
Che ci importa della provenienza, dell'età, del pedigree e di tutte queste sciocchezze?
ATTENZIONE: il gioco è vecchio e sporco...e funziona a meraviglia da anni. Ma è ora di finirla.
Se il venditore accenna a motivazione sentimentali per sviare le nostre domande, rispondiamogli gentilmente che poiché il cucciolo non ci viene regalato, ma dobbiamo pagare per averlo, siamo "costretti" a tutelarci e a chiedere precise garanzie come avviene per qualsiasi compravendita.
Quindi restiamo fermi nelle nostre richieste, e se non vengono accontentate andiamocene senza accettare compromessi.
Di musetti dolci come quello a cui potremmo rinunciare è pieno il mondo: di truffatori, per fortuna, no.
b) richiedere una garanzia sanitaria (sempre scritta!) di almeno venti giorni. Se il cucciolo fosse in buona salute e regolarmente vaccinato, il negoziante non rischierebbe nulla, fornendola. 
Se non vuole farlo, è perché ha la coscienza sporca.
Come ci si può tutelare? Innanzitutto nel modo più semplice: non comprando cuccioli in negozio né alla fiere, e non comprando cuccioli da nessun sedicente “allevamento” che venda cuccioli di oltre dieci razze.
Allevare è un lavoro impegnativo, difficile, che richiede amore e pazienza: è già difficile farlo con una-due razze. Con dieci è impossibile.
Chi alleva troppo alleva sicuramente male: può essere un “cagnaro nostrano” o un importatore, ma in ogni caso non vi darà molte garanzie di salute, bellezza e carattere. Quindi, meglio evitare in ogni caso.
Se volete un cane a basso costo, se non vi interessa farlo riprodurre, se non vi importa nulla di esposizioni o prove di lavoro…i canili sono ZEPPI di cani di ogni età, sesso, forma e colore che aspettano solo una famiglia.
Perché cercare proprio il cane di razza?
La risposta più classica è : “Perché mi piace esteticamente. E poi perché da un cane di razza so esattamente cosa aspettarmi: so quanto sarà grande, che tipo di pelo avrà, che carattere avrà!”.
Be’…con i cani dell’Est questo non è MAI vero. Il vostro cucciolo, da adulto, somiglierà – questo sì – alla razza di cui vi eravate innamorati…ma non sarà un BEL rappresentante di quella razza e soprattutto non avrà mai un carattere corrispondente a quello descritto dallo Standard di razza. Un po’ perché, dove non c’è selezione, non ci sono neppure risultati (né morfologici, né caratteriali): un po’ perché il distacco precoce dalla madre e i traumi subiti da TUTTI i cuccioli dell’Est causano immancabilmente problemi di carattere. 
Tra i cani dell’Est ho già incontrato personalmente Labrador, husky e golden mordaci, rottweiler timidissimi, beagle inavvicinabili dai bambini e così via.
Se nessuno comprasse più i cuccioli dell’Est, quei poverini che fine farebbero? Questa domanda sembra assai più sensata di quanto non sia…perché in realtà non dovremmo preoccuparci di “salvare dei cuccioli”.
Se nessuno comprasse più cani dell’Est, i negozianti smetterebbero di rifornirsi dagli importatori. Se gli importatori non comprassero più cuccioli, gli allevatori smetterebbero di produrli e si dedicherebbero ad altro.
I cuccioli non vengono al mondo da soli: se nessuno potesse più godere del business a loro legato, si smetterebbe semplicemente di far nascere dei poveri infelici.
Per quanto riguarda quelli già presenti, occorrerebbe SUBITO una legge severa sulle importazioni (legge che NESSUNO sta richiedendo con sufficiente forza: neppure le associazioni animaliste): a questo punto dovrebbe partire una bella indagine sui cuccioli già presenti in Italia. Quelli in perfette condizioni potrebbero essere commercializzati…mentre gli verrebbero sequestrati, affidati a canili sanitari e poi dati in adozione (ma gratuitamente, dopo essere stati curati).
Non so se una legge seria ci sarà mai: noi ci proviamo…ma visto come il Governo ha affrontato il problema dei “cani pericolosi”, ho seri dubbi su quello che potrebbe inventare per arginare il traffico dei cani dell’Est.
Quindi, al momento, le uniche cose da fare per contrastare questo traffico sono due:
a) NON COMPRARE cuccioli nati in un canificio:
b) INFORMARE più persone possibile: parenti, amici…e pure nemici, perché troppa gente ancora NON SA. Ed è così che questo traffico prospera: sull’ignoranza del pubblico…e sulla pelle dei cuccioli.
E’ possibile che un negoziante sia in buona fede, e non sappia cosa si nasconde dietro a questo traffico? Per quella che è la mia personale esperienza, NO. Non è possibile. Semplicemente perché non è possibile che il negoziante consideri “normale” una percentuale di cuccioli malati e/o morti come quella che riguarda i cani dell’Est.
Tutti i commercianti che finora sono stati messi alle strette, anche se al cliente avevano fatto credere di essere degli ignari angioletti, alla fin fine sono risultati perfettamente consapevoli. 
E’ dura farglielo ammettere (è stata dura anche per la Guardia di Finanza, nei casi che ha trattato)…ma finora la realtà pare essere sempre e solo questa: negozianti e cagnari sanno benissimo quello che fanno.

ALCUNE CONSEGUENZE DELLA TRATTA DALL'EST
- recrudescenza della diffusione di malattie che erano ormai praticamente SCOMPARSE dal panorama cinofilo italiano, come cimurro e parvovirosi. I cani dell'Est, debilitati e malnutriti, rappresentano un prezioso serbatoio per questi virus che sono tornati ad appestare le nostre città, diffondendosi a macchia l'olio con gravi conseguenze per TUTTI i cani italiani;
- estrema difficoltà di controllo delle malattie genetiche (displasia dell'anca e del gomito, patologie oculari, patologie cardiache ecc).
Quasi tutti i Club di razza si stanno dando un gran daffare per monitorare e selezionare la popolazione canina, escludendo dalla riproduzione i cani portatori di tare: mentre i cani dell'Est sono quasi immancabilmente affetti da tare genetiche, perché su di loro non esiste NESSUN controllo.
Quando arrivano in Italia e l'ENCI - senza alcun controllo - concede loro un pedigree italiano, questi cani vengono quasi immancabilmente messi in riproduzione dai loro proprietari, a cui fa piacere avere una cucciolata (anche perché persistono dicerie infondate come quella secondo cui la cagna "deve" partorire almeno una volta nella vita) e che ovviamente non hanno idea del danno che possono causare alla razza.
La maggior parte delle persone non sa neppure cos'è il controllo delle malattie genetiche: e non capisce che, se è giusto che il mondo sia dei belli e anche dei meno belli...non è giusto che sia anche dei cani malati, almeno quando si avrebbero i mezzi per evitarlo;
- un'infinità di persone letteralmente truffate e di bambini disperati perché il cucciolo tanto sognato gli è morto tra le braccia dopo pochi giorni; 
- sensibile danno per l'allevamento italiano di qualità, che pur affrontando spese ed impegni di grande rilevanza rischia di non vendere i propri cuccioli (sani e tipici).
Perché? Ma perché è considerato "troppo caro"! 
Commercianti e cagnari, in realtà, riescono a vendere il cucciolo a qualche centinaio di euro in meno: intanto ci stra-guadagnano lo stesso.
Così gli allevatori seri, per stare almeno nelle spese, devono effettivamente vendere i cuccioli a un prezzo più alto di quello che potrebbero tenere se fossero solo loro a coprire la richiesta nazionale. 
Infatti, vendendo di più, potrebbero produrre "un po' di più" : certamente non con i ritmi dei canifici, che oltre ai cuccioli stressano anche le cagne facendole coprire ad ogni calore...ma una cucciolata in più all'anno potrebbero pensare di farla.
E producendo di più e avendo un mercato su cui contare potrebbero abbassare leggermente i prezzi. 
In questo modo ci sarebbe anche una maggior produzione di qualità su cui contare e tra cui scegliere i migliori riproduttori, per elevare sempre più il livello della nostra cinofilia.
Mentre oggi capita che allevatori serissimi e coscienziosissimi non abbiano prenotazioni , mentre i cuccioli della stessa razza provenienti dall'Est arrivano letteralmente a carrettate, vanno in vetrina e vengono venduti a ritmi vertiginosi.

CONCLUDENDO:
Se possibile, evitate l’acquisto del cucciolo !!!!
Ma se proprio DOVETE acquistare il cucciolo sotto le feste, se pensate di non poter sopravvivere un mese in più, se siete assolutamente sicuri che questi siano gli UNICI giorni adatti…allora, vi prego, non comprate cani dell’Est. Per nessun motivo al mondo, qualsiasi favola vi raccontino o provino a raccontarvi.
E se invece avete capito le mie parole, e avete creduto a quella che è semplicemente la verità…parlatene anche con i vostri amici, parenti, conoscenti. Fotocopiate queste pagine e fate opera di volantinaggio. 
Spargete la voce più che potete. Perché laddove la legge non arriva a tutelare i cuccioli, forse il passaparola più farlo.

I CANIFICI : TESTIMONIANZE SUI CANIFICI E SUL TRAFFICO DEI CANI DELL'EST 

Questa pagina è dedicata alle vostre testimonianze e verrà aggiornata ogni volta che ne arriverà una nuova. 
I nomi dei mittenti, così come quelli nei negozi e anche quelli dei "cagnari" sono stati celati per rispetto alla legge sulla privacy (purtroppo, perché noi vorremmo fare nomi e cognomi: ma la giustizia italiana è tale che finiremmo querelati noi per diffamazione, anche quando producessimo prove assolutamente certe della veridicità di quanto affermiamo). Ci teniamo comunque a specificare che tutte le lettere sono firmate, che sappiamo i nomi di quasi tutti i venditori di cuccioli...e che diverse di queste testimonianze sono già state tramutate in denunce che stanno percorrendo il loro iter legale.

Tutto inizia quando ho deciso di adottare un cane di razza chihuahua, io ho già uno yorkshire di 13 anni, ma volevo prenderne un altro. Una mia amica mi indica il nome di un negoziante di Roma dove lei stessa pochi mesi prima aveva acquistato un cucciolo sempre di questa razza. Prendiamo accordi con la titolare del negozio già dai primi di Agosto, la quale ci dice che avrebbe fatto arrivare i cuccioli, da lei selezionati, nei primi di Settembre. 
Il 13 Settembre vado nel negozio della Signora a vedere i cuccioli che sono arrivati; i cuccioli si trovavano in una gabbietta, tipo quella per i conigli, tutti insieme, avevano un unica ciotola di cibo e un abbeveratoio comune. 
Le feci le facevano direttamente sulla carta di giornale, posta alla base della gabbietta, e quando io ero presente la Signora ha solamente arrotolato la carta senza eliminarla. Vedo il cane un po' stanco e chiedo chiarimenti, la negoziante mi risponde che i cani avevano viaggiato in aereo (ma cambia spesso versione). 
All'inizio la cifra che mi propone è di 1100.00 euro, poi ci accordiamo per il prezzo di 850.00 euro, le lascio un acconto di 100 euro e lei mi rilasca un biglietto da visita con scritto il tipo di cucciolo scelto e la cifra da saldare al momento del ritiro.
Il cucciolo viene ritirato da mio fratello il 23 Settembre, la signora prepara un foglio in cui oltre ad alcuni consigli su come allevare il cane c'è scritto che il cane doveva essere visitato entro le 24 ore dal momento del ritiro da un veterinario di nostra fiducia e che lei da quel momento declinava ogni responsabilità.
Nel foglio c'era anche scritto che il cucciolo era stato "trattato per la coccidiosi" con il farmaco Appertex, e ci rilascia un libretto di vaccinazioni. Abbiamo fatto visitare il cane nel pomeriggio stesso e il veterinario affermava di trovare il cane in salute ma che le 24 ore erano insufficienti come garanzia e che non si poteva dire se nel momento della visita avesse malattie in incubazione.
Il nostro piccolo cucciolo, è arrivato a casa e ha trovato tanto amore e ci ha ricambiato con un affetto travolgente, avevamo preparato per lui la cuccetta, i giochi, il mangiare e nei 3 giorni e mezzo che ha vissuto con noi il cane è stato felice e si è subito ambientato alla nuova situazione.
Nella serata di Domenica 25 Settembre il cane comincia a presentare sintomi di vomito e diarrea, il Lunedì viene portato immediatamente dal nostro veterinario il quale fa una prima diagnosi di gastroenterite e subito vengono praticate le prime cure , una flebo e un antibiotico della durata di tre giorni, il martedì dall'esame delle feci stabilisce che vi sono i coccidi e probabilmente una gastroenterite emorragica virale, conosciuta come Parvovirosi. Il cucciolo nella serata di martedì si aggrava e siamo costretti a ricoverarlo in una clinica veterinaria con la diagnosi di parvovirosi,dopo due giorni di terapie, in cui abbiamo fatto l'impossibile per garantirgli le migliori cure mediche e viene costantemente curato sia dai medici della clinica che dal nostro veterinario. 
Il cane è deceduto nella notte di giovedì per arresto cardiaco.
Nei giorni che hanno preceduto il decesso, abbiamo provato a contattare la negoziante per avere dei chiarimenti; il nostro veterinario infatti non si spiegava come mai il cucciolo fosse stato trattato per la coccidiosi, visto che non si fanno azioni preventive, e voleva conoscere il nome dell'allevatore e il luogo dal quale proveniva il cane, per sapere se c'erano stati altri casi come questo e come erano stati curati. 
A queste domanda la negoziante rispondeva che non era tenuta a dare il nome dell'allevatore e che il cane era stato trattato per la coccidiosi in maniera preventiva e che lo faceva per tutti i cuccioli, che il cane godeva di buona salute nel momento della vendita (ma non c’è stato mai rilasciato un certificato veterinario che lo attestasse) e mi forniva il nome del suo veterinario, che a detta sua aveva visitato i cani. 
Interpello il Veterinario il quale afferma che secondo lui il cane al momento della visita stava bene, che aveva praticato la vaccinazione contro la parvovirosi e che il libretto delle vaccinazioni non era timbrato perchè c'era un accordo amichevole tra lui e la negoziante per non farla pagare molto. 
Tutte questi avvenimenti e la non disponibilità a chiarire la situazione da parte della negoziante , mi hanno fatto pensare che ci fosse qualcosa di poco chiaro e probabilmente "illecito" (forse questi cani provengono da importazioni dall’est europeo); a tutt'ora non conosco la provenienza del cucciolo, non mi è stato fornito alcun pedigree , la negoziante dichiara di avermi venduto un cane sano e non si assume la responsabilità di aver venduto un cane sicuramente con una malattia mortale in incubazione. 
Raccontandovi questa storia voglio far aprire gli occhi e sensibilizzare tutte le persone che si apprestano ad adottare un cucciolo e che li amano davvero, di fare attenzione a negozianti poco chiari e privi di scrupoli per questi esseri che non possono difendersi e per evitare il dolore, che abbiamo provato noi, di perdere in questo modo atroce il nostro piccolino. La nostra famiglia ha subito un enorme stress fisico e mentale per la tragica morte di Max ( così si chiama il nostro piccolo). Sia io che mio padre siamo affetti da patologie croniche (artrite reumatoide e tumore alla vescica) ma stiamo facendo ogni cosa perché in questa vicenda si faccia chiarezza e perché le persone implicate paghino davanti alla giustizia per i loro crimini. 
Chiunque leggesse questa storia e ha vissuto, o sta vivendo una situazione analoga la prego di mettersi in contatto con me; è importante lottare e non rimanere all’ombra del nostro dolore, ma rendere giustizia ai nostri piccoli amici e far si che questi delinquenti la finiscano di fare questo commercio ignobile a scapito di queste piccole vite.
Maria Paola

Gentili Signori, 
desidero raccontare ciò che è successo a me e alla mia famiglia poco più di un mese fa, in modo che tutti possano venirne a conoscenza. A fine agosto acquistammo un cucciolo di coker, in un negozio al centro di Napoli, nei pressi della stazione centrale. Apparentemente, il cane stava bene, anzi ora che ci penso, forse un pò troppo cicciottello, ma dopo qualche giorno il cucciolo ha cominciato a star male, con diarrea e vomito e ha immediatamente iniziato a dimagrire, anzi il dimagrimento ha preceduto questi sintomi, come se stesse sgonfiandosi.
Le cure del medico veterinario, tempestive e il ricovero non hanno purtroppo dato esito positivo: Leo, questo è il nome che gli avevamo dato, è morto dopo pochi giorni. In casa nostra è piombata la tristezza e la malinconia per Leo che non c' era più, i miei figli hanno sofferto molto e io con loro.
Il cucciolo lo abbiamo pagato 300,00 euro, ma al di là della truffa di questa gente senza scrupoli, e non è nuova di questi episodi, cosa che abbiamo saputo in seguito, ciò ha creato nella mia famiglia un disagio e uno stress emotivo notevoli. 
Mi rivolgo a tutte le persone che magari pensano di acquistare, un cucciolo in negozio, e specialmente in quel negozio, per carità non lo fate! Non cadete nel mio stesso errore, meglio rivolgervi ad un allevatore o se potete prendeteli da un canile. 
Si deve far in modo, che venga fermato assolutamente, il commercio di questi poveri animali. Spero che la mia lettera venga pubblicata, vi ringrazio e vi saluto cordialmente. 
Nella
Ciao Leo, nei pochi giorni che sei stato con noi, ci hai fatto tanta compagnia e ti abbiamo voluto un gran bene, ti ricorderemo sempre!!! 

Vorrei apportare la mia testimonianza riguardo ai cuccioli provenienti dall'Est europeo.
Il mio fidanzato, dopo molte insistenze per avere un cucciolo per farmi compagnia, mi ha regalato un carlino, il mio adoratissimo Charly, e me l'ha portato a casa il 1 di giugno.
All'inizio tutti contenti, il cucciolo sembrava sano e felice...
Dopo quattro giorni, lo porto a controllare da un veterinario per la dissenteria maleodorante che accusa, il quale, guardando il passaporto ungherese del cane, attestante la sua nascita al 7 di febbraio, vaccinazioni contro rabbia (Nome vaccino Rabitsin-r) il 30 aprile e Nobivac Parvol (spero sia corretto) il 10 maggio, decide al 4 giugno di vaccinarlo utilizzando l'Eurican.
Charly, sotto stress per il viaggio e per un'errata scelta del veterinario a cui, ingenuamente e per poca esperienza mi sono affidata, è stato male: la dissenteria continuava, vomitava perchè mi aveva dato contro l'infestazione dei vermi il Lendue che già di per sè è difficilmente diluibile e poco tollerato. 
Mi sono anche presa dell'incosciente dallo studio veterinario che mi ha fatto il riconoscimento del microchip per la Asl: siccome tra virgolette avevo rischiato di compromettere la salute del cane prima dei canonici otto giorni di garanzia, non mi sarei più potuta rivalere sulla negoziante. 
Certo, io mi preoccupo della salute del mio cane, mi affido al veterinario e mi sento ancora dire la parola garanzia, come se il mio cane e la sua salute fossero un oggetto!
Cambiato veterinario, subito la dottoressa ha notato che per la dissenteria e il vomito si stava disidratando, gli ha fatto una flebo e, con la somministrazione dello Stomorgyl 2, il Drontal cucciolo si è rimesso.
C'è da dire che la negoziante, poco onestamente, ci diceva prima del suo arrivo che il cucciolo veniva importato dalla Svizzera, poi ci ha detto all'ultimo che se lo volevamo Italiano, avremmo pagato di più, allora ci siamo orientati sul cucciolo importato.
Pagati i 600 Euro, mi sono ritrovata in mano il Pet Passport Ungherese e già lì mi sono chiesta come mai all'ultimo, avessero optato per quella scelta.
Fatto sta che dopo la dissenteria, curata, è arrivata la bronchite, curata con il Vibravet pasta e sparita dopo una settimana.
Sembrava tutto a posto, c'è da dire che il bello deve arrivare.
Ogni giorno un problema, ogni giorno un medicinale, la negoziante mi aveva quasi vietato da qui a tre mesi di fargli un bagnetto, perchè i cuccioli in periodo di vaccinazione, e soprattutto per i problemi che aveva patito Charly, non erano da toccare per almeno tre mesi.
Avessi forse fatto di testa mia per questa volta, non avrei fatto male: il cucciolo adesso è in cura perchè ha la rogna demodettica: aveva all'atto del ritiro una pustolina sulla fronte, la negoziante mi aveva detto che forse era un graffio procuratosi giocando con i fratellini... 
La seconda veterinaria aveva già sospettato qualcosa, anzi mi aveva consigliato di fargli un bagnetto anti-micotico, ma ero troppo spaventata dalla fragilità del cucciolo per farglielo fare subito, vedendo anche quanti problemi aveva già avuto.
Morale della favola, oggi 10 luglio il mio Charly non ha vissuto un giorno senza che non gli dovessi somministrare qualche farmaco.
Tutt'ora sta facendo da almeno due settimane bagnetti alternati con Imaverol e Demotick più gli antibiotici che gli somministro oralmente Rilexine 75 e Nizoral 200 mg compresse.
Avevo infatti notato intorno al 20 giugno una accentuata perdita di pelo ma sapevo che i carlini, già di per sè, ne perdono molto. La perdita si presentava però a chiazze lungo le due fiancate. Da lì la diagnosi.
Ora il manto è quasi del tutto guarito; la testa e il muso, colpiti successivamente e più delicati sono ancora screpolati, con crosticine e qualche pustola e rossore intorno alle oribite, vicino alla bocca e alla fronte, e ciò provoca un cattivo odore, nonostante non abbia mai fatto mancare igiene al mio cane.
Questi problemi sono sicuramente imputabili alla cattiva igiene e alle sicuramente rimproverevoli condizioni di trattamento a cui questi cani vengono sottoposti.
Devo ringraziare che in tutto questo tempo, a Charly non è mancata la vivacità e la voglia di farcela che dall'inizio lo ha contraddistinto. Non ho un pedigree in mano, non ho la sicurezza che ad oggi il mio cane stia bene ma ho la certezza che la sua determinazione e l'amore che ogni giorno gli diamo, sia la medicina migliore.
Approvo la vostra campagna contro il commercio disumano di animali, io lo ignoravo e ci sono cascata come penso tante persone, ma Vi prego di inserire tra le Votre significative testimonianze, anche la storia di Charly. Ora è nella sua cuccia che gioca felice e sono contenta che la sua tempra vitale lo faccia emergere da quel tunnel buio che sta finendo, con tutti gli scongiuri del caso, di attraversare.
Un in bocca al lupo per tutto.
Elena e Charly. 

Dopo tanti anni di rifiuto,decidemmo di accontentare mia figlia Jasmin di prendere un cane,erano le 18,40 del 5-01-2002 voleva un Husky. Siamo andati da un commerciante di animali che aveva in vetrina un cagnolino piccolissimo,era un carlino. Mia figlia lo prese in braccio e non lo lasciò più, faceva tanta tenerezza. Non era trattato bene nemmeno dal negoziante dove lo acquistammo aveva una fame da spavento. Fummo indirizzati da un veterinario che aveva iniziato a fargli le vaccinazioni, non ci parlò dei problemi che questa razza ha nè tantomeno dei problemi della provenienza dell'est, nel caso di Jack da Budapest.
Senza problemi dopo una quindicina di giorni ottenemmo il pedigree di Jack. Il nostro bambino aveva paura di viaggiare anche per piccoli tratti,iniziava a respirare malissimo e da lì iniziammo a capire che Jack aveva subito un trauma venendo distaccato subito dalla madre e sicuramente aveva fatto un viaggio da incubo da Budapest a Bari. Il nostro caro Jack era un carlino di rara bellezza e intelligenza, di colore fulvo era leggermente più alto degli altri carlini che vedevamo ma purtroppo dopo un anno iniziò ad avere problemi respiratori che si scatenavano in particolare prendendo l'auto.
Facemmo una radiografia e venne fuori che aveva la trachea in un punto quasi strozzata e per questo ci dissero di evitare viaggi ed emozioni. Aveva problemi di allergie cutanee e queste eravamo riusciti ad eliminarle. Jack era un pò in sovrappeso e ci dissero di ridurre il cibo altrimenti specie con il caldo ci poteva rimettere la vita. Da un paio di mesi era poco giocherellone, apatico, dormiva sempre ed aveva iniziato a tossire e di tanto in tanto a vomitare del liquido schiumoso. 
I veterinari vista la sua giovane età hanno solo pensato a sedarlo quando aveva crisi di respirazione circoscrivendo il problema al solo peso. Lunedì 27-06-05 Jack inizia a respirare male e fare una strana tosse poi si calma e rinizia il giorno dopo e a quel punto lo abbiamo portato al pronto soccorso dove è stato sedato, si è calmato e lo abbiamo riportato a casa per poi riportarlo il giorno dopo a seguito di una grave crisi respiratoria, é rimasto in tenda di ossigeno due giorni avrebbe dovuto fare subito una radiografia ma visto che si era ripreso bene si era rimandato al lunedì per non stressarlo. Era venerdi 01-07-05 era felicissimo di ritornare a casa sua che amava molitissimo come noi che eravamo la sua famiglia. Lui si sentiva un bambino non un cane e per noi era così,alle 23,00 si alza in piedi diventa nervoso inizia a respirare male, all'improvviso piange e si accascia a terra da un lato poi si rialza andava vicino la porta di casa, pensavamo che volesse fare i suoi bisogni in quanto stava facendo iniezioni di diuretico, ma non era questo. Continua a non calmarsi e a questo punto alle tre di notte mia figlia lo porta al pronto soccorso dove viene messo nella gabbietta d'ossigeno.
La mattina alle 08,40 il veterinario del pronto soccorso mi dice che Jack ha superato la crisi bene e che addirittura dopo un altro paio di ore avremmo potuto riportarlo a casa.
Interpelliamo subito il veterinario che aveva iniziato a seguirlo a inizio settimana che ci consiglia di lasciarlo sotto ossigeno sino a lunedì che gli avrebbe fatto le radiografie.
Eravamo contenti che Jack aveva superato questa crisi ma purtroppo dopo 15-20 minuti che avevamo finito di parlare con il dottore Jack ha avuto delle forti crisi respiratorie, hanno cercato di intubarlo ma vomitava liquido misto a sangue in quantità dalla bocca e dal naso, aveva un edema polmonare scatenato forse da qualche allergia si è ipotizzato e probabilmente quando la sera precedente si è sentito male forse avrà subito un danno letale al cuore o ai polmoni, fatto stà che alle 11,00 ci chiamano e ci danno la triste notizia. Sicuramente il fatto che Jack veniva dall'est portava con sè dei problemi ma se solo i veterinari fossero stati meno superficiali circa la respirazione additando il tutto alla respirazione difficile dei carlini e del suo peso e avessero fatto indagini in merito, forse oggi Jack il nostro amato bambino sarebbe ancora vivo e noi non saremmo quì a piangerlo continuatamente, non lo dimenticheremo mai, era nato il 05-11-01 ed è morto il 02-07-05, avremmo voluto vivere ancora più intensamente ogni attimo della sua breve vita con noi.
Il suo papà Nico 

Siamo venuti in possesso di una serie impressionante di testimonianze relative a un singolo dopo-fiera del cucciolo: si tratta di quella tenuta al Palataurus di Lecco il 6 e 7 novembre 2004. 
Il materiale è stato raccolto dalla Lega del Cane di Lecco. Ecco i casi 


Il cane Tino è stato acquistato il 7 Novembre 2004 e il 17 novembre era già morto.
Famiglia con due figli, una bimba di 8 anni e un ragazzo di 14. Appena hanno visto i cucciolo si sono innamorati. Tino è stato subito un membro della famiglia: hanno comprato la bilancia per misurare il cibo, la cuccia, le ciotole. Si sono spartiti i compiti per curare il cagnolino: la mamma avrebbe preparato la pappa e portato il cane a fare le passeggiate, la bimba doveva provvedere a tenergli sempre l'acqua fresca, il ragazzo avrebbe pulito se sporcava. Tino si è ammalato dopo pochi giorni, e anche in questo caso la famiglia si è divisa i compiti: il ragazzo puliva il naso del cucciolo, la mamma si occupava delle flebo. L'hanno assistito giorno e notte, ma la diagnosi era serissima: gastroenterite e cimurro. Tino è morto.
Avvisato, il venditore ha sostenuto che il cucciolo si era ammalato perché al Palataurus faceva troppo freddo (!): ha detto che non gli era mai successo prima e ha sostituito il cucciolo Il giorno 25 consegna il secondo, subito portato dal veterinario per una visita di controllo. Il giorno dopo ha iniziato a sporcare sangue. La veterinaria ha detto che non ce l’avrebbe fatta. Il negoziante viene richiamato dal marito, furibondo...e gli viene detto che il negozio era stato ceduto ad un’altra
persona e non era responsabile.
La bambina ha detto che rinuncerebbe a tutti i regali di natale per riavere il suo
cucciolo. Ha vissuto malissimo la malattia del cagnolino: non ha mangiato la
sera, non voleva andare a scuola quando il cane era malato, quando ha visto
che era "tornato" (non le avevano detto che Tino era morto, hanno provato a portarle il secondo cucciolo fingendo che fosse lo stesso) ha pianto di gioia liberando la tensione accumulata...ma è durato poco.
Lei si faceva sensi di colpa pensando che il cane si era ammalato perché lei non lo curava bene. La bambina è ancora disperata.

Famiglia di amanti degli animali, hanno già cane, gatto, pesci, residente a Colico. 
Sono andati alla mostra del cucciolo solo per vedere i cani; hanno detto che i cani 
erano in buona condizione, lo spazio espositivo era bello e caldo; si sono fidati del 
nome del Palaturus e hanno pensato che l'amministrazione comunale e l'asl avrebbero
fatto gli opportuni controlli prima di rilasciare permesso.
Mai avrebbero pensato che quelli fossero cuccioli dell’est. 
Quando hanno saputo che i cani si potevano comprare si sono lasciati conquistare da un cagnolino pagato 450 euro. Il cane stava benissimo, anche se alla famiglia è stato chiesto di andarlo a ritirare dopo le 20.00 perché c'era qualche problema. Il problema erano guardia di finanza e polizia municipale, arrivati a controllare perché c’era stata una denuncia di maltrattamento. Alle 22.00 nel parcheggio del Palatarus erano almeno altre 10-15 persone ad aspettare e la guardia di finanza era lì presente. I cuccioli sono stati consegnati. 
Arrivato a casa, il cane ha avuto un po’ di diarrea. Portato dal veterinario, fatto 
antibiotico, è peggiorato. Diagnosticato cimurro: dopo una nuova cura sembra stia guarendo. 
Ha libretto e passaporto slovacco. Risulta nato il 25 luglio: secondo il libretto sanitario ha fatto la prima vaccinazione per parvovirus, parainflunza, canin 
dissenter, adenovirus Type 2, leptospirosi il 3 ottobre, e sempre lo stesso 
giorno rabbia (siglata dal veterinario). Sarà vero? 
Rispetto alla prima settimana, quando scolava anche terra dal naso ed era dimagrito di mezzo chilo, sta un pochino meglio, ma la prognosi non è ancora stata sciolta. 

Il 6 novenbre, sabato, hanno visto alla fiera il cucciolo di Cavalier King Charles: il giorno 7 l'hanno ritirato, ricevendo la fattura. Anche questo cucciolo doveva essere ritirato alle 20,30 ma sono riusciti ad averlo più tardi perché c'era la finanza per una denuncia di maltrattamenti.
Quando è arrivata a casa, la padrona si è accorta che il cucciolo aveva un 
rigonfiamento pronunciato sotto la pancia. Chiamato il venditore, che si fa 
chiamare Massimo, lui ha detto che non era niente, semplicemente un’ernia 
ombelicale. Avendo rilasciato fattura si è detto disposto a rimborsare eventuali spese veterinarie. Si è offerto di sostituire il cucciolo, ma la famiglia ha rifiutato perché il cane non è un oggetto che se ha un difetto si cambia. 
Il lunedì il cane è stato visitato dal veterinario che ha diagnosticato uno sventramento: gran parte dell’intestino era fuori, la cagnolina era da operare d'urgenza. Lo stesso pomeriggio è stata operata, e in quella occasione si è potuto notare che aveva altre 3 cicatrici: sicuramente era già stata operata in precedenza. (certificata sulla cartella) L’operazione è andata bene, ma la cagna aveva problemi intestinali che si sono risolti 
dopo circa 3 –4 gg. Nei giorni seguenti la piccola mangiava, con visita quotidiana dalla veterinaria. La domenica successiva ha iniziato ad avere problemi respiratori, che nonostante le cure hanno portato a una grave polmonite.
La cagnolina era completamente a terra: non mangiava, non giocava, non dormiva. La domenica dopo è morta. 
Il venditore si è detto disponibile a sostituire il cane, ma la famiglia non se la sente di prenderne un altro dalla stessa persona. La ragazza ha detto di aver pianto per tutto il tempo che il cane è stato male. Per due settimane si sono sentiti come se la loro vita fosse sospesa, la ragazza ha perso 3 chili. 

La signora ha acquistato un cucciolo di San Bernardo, pagato 600 euro; non è stata rilasciata nessuna fattura. Dopo pochi giorni è stato male, con sintomi respiratori e gastroenterite. Il veterinario l’ha visitato ma era troppo tardi: il cane è morto.
La signora ha accettato un altro cucciolo in sostituzione, ma dice che non sembra un San Bernardo, perché è piccolo e ha un muso strano. Non vuole più cambiarlo perché ormai si è affezionata; per il momento questo secondo cane sembra stare
bene.

Pincher nano acquistato al Palataurus, ha un'ulcera corneale.

Cucciolo di Spitz ha sintomi di gastroenterite e problemi respiratori. Sospetto cimurro.
Prognosi riservata, non ancora sciolta.

Cucciolo di bulldog con sintomi gastroenterite e problemi respiratori. Sospetto cimurro. Prognosi riservata non ancora sciolta.
Alla fiera la famiglia ha visto i cartelli che dicevano che non si poteva vendere, ma hanno chiesto lo stesso e le stato detto che invece i cuccioli erano in vendita.
Il bulldog inglese è stato pagato 1.200 euro. Per avere il pedigree ci volevano altri 400 euro.
Il cuccioloè stato pagato con un assegno ed è stata rilasciata una ricevuta. L'appuntamento è stato dato su un ponte: i venditori sono arrivati su una macchina con 4 cuccioli.
Il cane ha avuto subito sintomi di diarrea, che si trascinata per qualche giorno: poi è migliorato un pochino. In seguito è cominciata la tosse. La diagnosi è di sospetto cimurro.
Il cane ha un libretto della repubblica ceca e un passaporto. Gli acquirenti hanno firmato una carta che da' 24 ore di garanzia.

Anche noi siamo state vittime dell’acquisto di un cucciolo al Palataurus.
Visto il cucciolo domenica mattina, l'abbiamo ritirato alla sera. Dovevamo prenderlo alle 19,30, ma c'erano vigili e guardia di finanza a causa del fax di un'associazione animalista che metteva in 
dubbio le condizioni in cui erano tenuti gli animali. 
Alle 21.30-22.00, nel parcheggio, ci hanno dato il cucciolo, con ricevuta su carta intestata. 
Il libretto è della repubblica ceca, il cane ha una sola vaccinazione, dichiarano che 3 mesi e per un mese è in garanzia.
Per 5 giorni cane è stato bene, poi ha cominciato a non mangiare: portata in clinica a Carugo è stata ricoverata per due giorni e poi ritirata: è stata sotto terapia antibiotica e flebo.
Dopo una settimana si è ripresa. Entro 8 gg dall’acquisto del cane abbiamo mandato una raccomandata a/r dicendo che era stato ricoverato. Non è arrivata nessuna risposta. Abbiamo già speso circa 250 euro di cure veterinarie. La diagnosi è stata di gastroenterite acuta e problemi respiratori. Anche se sta meglio, la cucciola è ancora sotto terapia. 

QUANTO SOPRA E' IL RISULTATO DI UNA SINGOLA FIERA DEL CUCCIOLO! A NATALE NE SONO PREVISTE ALTRE ...PENSATECI
Sotto trovate invece molte altre testimonianze relative a fiere, negozi e canifici diversi


Buon giorno, visto che ho avuto a che fare con questo negozio di import export di cuccioli dall'est
volevo segnalarvi che ho comprato una cucciola di bernese un anno fa ed appena portata a casa ha accusato sintomi di polmonite. Dopo il trattamento antibiotico di circa 10 giorni è guarita, ma le è comparsa la rogna sarcoptica; trattata anche questa è finalmente guarita.
Mi sono recato nel negozio dove avevo acquistato il cucciolo e dopo un'accesa discussione mi sono
fatto almeno rimborsare le spese mediche e farmacologiche. 
Devo aggiungere che ho chiesto il pedegree che dopo un anno è arrivato, la mia cucciola è polacca. Aggiungo che la mia cucciola non è secondo lo standard, è piccola e di ossatura esile...però le vogliamo un bene terribile. 

Salve a tutti,
mi chiamo Elisa, e sono un'amante dei cani...di tutti.
Purtroppo 3 settimane fa, io e il mio fidanzato abbiamo acquistato presso un negoziante di fiducia un cucciolo di chihuahua, aime proveniente dall'est, per essere più esatti da Budapest.
dopo due giorni il cane ha iniziato a sentirsi male, accusando dei forti dolori addominali: dopo ripetute visite e analisi delle feci da un veterinario, abbiamo scoperto che il cucciolo aveva contratto la coccidiosi e in più risultava essere sottopeso.
Il cane, il giorno seguente dopo atroci sofferenze è morto in clinica.
La diagnosi: coccidiosi acuta e anemia al fegato, ma tra una settimana avremo i risultati dell'autopsia, i quali, e lo spero di cuore, ci aiuteranno ad incastrare quel venditore che, anche messo davanti al fatto, continua a dichiararsi ignaro della malattia che ci ha portato via la nostra piccola Lily.
Questa è una storia brutta ma vera. Noi ci siamo rivolti al Codacons, e speriamo di ottenere giustizia, anche se sarà amara, perchè la piccola Lily non è più con noi.

In data 27 febbraio 2004 , il sottoscritto ha acquistato presso (nome) un cucciolo femmina di razza Labrador Retriever assicurata dal venditore di essere di nazionalità italiana, vaccinata e con pedegree italiano, la cui età era di circa 4 mesi, pagando 450 euro (nel prezzo inclusi un collarino e una confezione di mangime da tre kg). 
Il sottoscritto era stato assicurato che avrebbe ricevuto, alla fine della settimana in questione, il libretto sanitario del cucciolo, onde appurarne la salute e verificare l’effettuazione delle vaccinazioni. 
Il giorno 1 marzo 2004 il sottoscritto, insieme alla fidanzata, ha portato a controllo il cucciolo presso il Centro Veterinario(nome), che per poter fare la sverminazione aveva bisogno del libretto sanitario che ancora non avevamo ricevuto. 
Il cane si presentava con addome gonfio, problemi intestinali, diarrea con un inizio di forte tosse, diagnosticato come coccidiosi. 
Il veterinario, in attesa del libretto, ha prescritto una dose giornaliera di Bactrim, ma senza risoluzione dei sintomi accusati. 
Vista la situazione e con il peggioramento delle condizioni generali del cane, con ancora più insistenza abbiamo richiesto il libretto sanitario e il suddetto negoziante ci forniva un primo libretto sanitario in lingua ungherese appartenente però ad un altro cane di un'altra razza (Golden Retriever).
Il veterinario prescriveva la seguente cura il giorno 17/3/04: Neguvon polvere, Vetaraxoid compresse, e Impetex crema. Il giorno 18/3/04 prescriveva: Alginor gocce per bambini, Bisolvon sciroppo. Il giorno 19/3/04 il cane effettuava analisi del sangue con il risultato di transaminasi elevate. Il giorno 22/3/04 il veterinario prescriveva, visto il sangue nelle feci e tosse sempre più insistente: Bentelan e Konakion compresse. 
Il sottoscritto quindi si è recato, sempre insieme alla fidanzata, presso il negozio dell’importatore in Italia del cane, il sig.YYY, titolare del pet shop XXXX, ubicato in via XX – Napoli, nel quale il titolare era momentaneamente assente. 
Il collega che lo sostituiva, alla richiesta del libretto originale del cane, prima si rifiutava di parlare con il sottoscritto, poi insistendo, mi presentava un libretto del cane Labrador che però si rifiutava di consegnarlo poiché aveva personalmente fatto vaccinare l’animale (sostenendo di averlo fatto di tasca propria). 
In seguito affermava che per avere il libretto, sarei dovuto andare presso il loro veterinario a via..., per farlo vaccinare, contraddicendo quanto aveva poco prima detto.
In seguito, dopo le mie lamentele, mi ha consegnato un foglio di carta di blocco note (foto 3) che recava il nome dei supposti vaccini effettuati (Canigen CE/L e Canigen Ceppi/L entrambi della Virbac) e del vermifugo somministrato (Nemex Pasta). 
Il giorno seguente mi sono recato, sempre insieme alla mia fidanzata, di nuovo presso il negozio del sig. YYY 
Con noi c’era anche il sig. (nome venditore) e mio padre. 
Finalmente abbiamo incontrato il sig. YYY, titolare del suddetto negozio che al termine di una lunga discussione, ancora non forniva il libretto originale, che in ogni caso non era quello che ci aveva mostrato il giorno prima il suo collega. 
Ci dice altresì che il libretto non l’aveva ancora ritirato da un altro negozio di animali, l’Ambulatorio Veterinario della dott.sa (nome). 
Intanto, il sig. YYY prendeva i dati del proprietario del cane per poter cosi segnalare il nome presso l’ASL di competenza per l’applicazione del microchip a norma di legge. 
Il sig. YYY garantiva di telefonare al proprietario del cane per fissare un appuntamento per effettuare la registrazione all’anagrafe canina, ma tale telefonata non è mai arrivata. 
Altresì il sig. (venditore) prendeva nota degli estremi della mia fidanzata affermando che avrebbe sistemato lui la questione e che il pedegree, con il solo sovrapprezzo di 90 euro, sarebbe arrivato direttamente a domicilio nell’arco di tre mesi. 
Dopo un’altra settimana d’attesa nella quale ho ottenuto solo una copia via fax da parte del sig. YYY del libretto del cane; mi sono recato di persona presso questo centro veterinario a ritirare l’agognato libretto che era naturalmente differente rispetto ai primi due presentatici in precedenza. 
Questo altro libretto, che abbiamo preso come presunto originale, è sempre scritto in lingua ungherese. 
In prima pagina reca la dicitura della razza “Labrador”, mentre la data di nascita dell’animale è cancellata con il correttore bianchetto, ma si riesce a leggere “2003.12.10” 
All’interno si dichiara l’avvenuta vaccinazione per le seguenti patologie: Parvovirosi (del 20/1/2004), Leptospirosi (del 07/02/2004) effettuate in Ungheria e Canigen CE/L Virbac effettuata il 22/2/2004 dalla dott.sa (nome). 
Ottenuto un libretto ritenuto “originale” (in base al quale si dichiarava l’avvenuta vaccinazione delle patologie di cui sopra) il dott. (nome) (in data 12/3/2004) eseguiva il richiamo della parvovirosi, registrando il tutto su un nuovo libretto sanitario in italiano.
Viste le condizioni del cane che purtroppo peggioravano di giorno in giorno, il 29/3/2004 il sottoscritto si recava presso un altro ambulatorio veterinario, la Cli.Vet. (nome).
Il dottore ha subito evidenziato la gravità della patologia del cane, identificata come sospetto cimurro. 
Ha prescritto (all.to n.10) Rilexine 300 compresse, Bronchenolo sciroppo, Deltacortene compresse, Bimixin compresse. 
Oltre a questo ha prescritto una cura a base di aerosol (all.to n.10), con Clenil A, Mucosolvan e Gentalyn. 
Vista la condizione pessima del cane e nel dubbio che le vaccinazioni siano state davvero eseguite sul soggetto, il dottore ha consigliato di rieffettuare di nuovo il ciclo di vaccinazioni.
Con questa cura il cane è guarito dalla tosse nel giro di due settimane, ma ha presentato nel contempo un peggioramento della dermatite. 
A questo si è aggiunto un cambiamento nella dieta dell’animale, che ha utilizzato quindi da marzo in poi un prodotto dietetico-veterinario per la risoluzione della diarrea cronica, dovuta anche ad una predisposizione del cane alla colite. 
Un’analisi più accurata della pelle (con raschiamento del pelo) ha condotto alla diagnosi di rogna rossa pruriginosa, difficilmente curata con tre iniezioni di Ivomec (14/4, 28/4 e 13/5 – vedere all.to 11). 
Il cane, stressato da tutte le somministrazioni di medicinali di questi tre mesi, ha accusato un decadimento della condizione generale del pelo che si presentava opaco e debole, nonché rado sulle orecchie, le zampe e le spalle. 
Il cane ha dovuto subire un ennesimo trattamento ricostituente (13/5, all.to n.12): Clorexiderm soluzione e (all.to n.13) Redonyl compresse. 
In aggiunta a ciò, visto che l’animale ha raggiunto il settimo mese di vita, mi è stato consigliato di eseguire delle lastre di controllo di routine nelle razze di taglia medio-grande per verificare la presenza o meno della displasia dell’anca, patologia congenita a carattere ereditario dovuta ad errata selezione dei genitori e dalle origini non controllate. 
La patologia è risolvibile solamente tramite una difficile (e molto costosa) operazione chirurgica, visto che comporta una grave degenerazione articolare progressiva. 
Tale degenerazione comporta una progressiva zoppia nell’animale che, al fine di ritardarne la comparsa in maniera evidente, deve mantenersi mediante integratori di glucosammina e condroitinsolfato (Condrostress Supra, vedi all.to n.14). 
Quindi in data 15/6/2003, presso il centro (nome), sono state eseguite le radiografie alle anche e al gomito-spalla (per via di una zoppia alla zampa anteriore sinistra comparsa improvvisamente la sera precedente alla visita). 
Le lastre (all.to n.15) hanno evidenziato quanto sospettato: il cane è affetto da displasia dell’anca, in maniera vistosa soprattutto a quella destra. 
Ad oggi il pedegree promesso non è mai arrivato cosi come la convocazione per il microchip, per questo abbiamo provveduto personalmente in data 18/5/2004 (all.to n.16) a registrare il cane all’anagrafe canina presso l’ASL NA 1 del Parco San Paolo.

Circa due anni fa ci fu qui ad arezzo una mostra del cucciolo, dove affittarono un grande locale ci misero delle gabbie con dentro dei cuccioli di tutte le razze, quando chiedevi informazioni per l'acquisto, ti veniva fornito un allevamento nei pressi di reggio emilia. 
Dopo pochi giorni andai a visitare questo allevamento, era immenso c’erano centinaia di cuccioli tenuti in gabbie tutti insieme anche di razze diversi e si azzuffavano in continuazione, siccome io ero interessato all'acquisto di un chow chow, mi portò a vedere alcuni tenuti in locali completamente senza luce per cui in questa gabbia c’ erano molti chow chow alcuni anche di qualche mese e come mi sono avvicinato mi hanno ringhiato impauriti per cui il proprietario mi ha sconsigliato di prendere uno di quelli perché a suo dire erano aggressivi, tenuti in quelle condizioni io credo che era già un miracolo se erano vivi. 
Mi consigliò un'altro cucciolo di chow chow che era in una gabbietta insieme a altri due cuccioli di razze diverse di cui uno ricordo era un carlino, ricordo aveva una pancina gonfia quasi se stava per scoppiare, lo presi subito al prezzo di un milione delle vecchie lire più mi disse che se volevo il certificato dovevo pagare altre 100 mila lire cosa che feci, lungo il tragitto ogni piazzola mi fermavo e poverino aveva una diarrea!
Oggi ha due anni e mezzo, ti elenco quello che sto spendendo per curare questo amore di cucciolo:
l’ho operato perché non scendeva un testicolo; l’ho operato all'occhio credo si chiami empropio o cosa simili, sempre malattie ereditarie; ogni mattina e dico ogni mattina lo medico per le sue dermatite per le sue allergie, per le sue diarree.
Sicuramente è stato fortunato perché io lo adoro e vivo per lui: sono sicuro che se capitava a un'altra persona a quest'ora era già morto. Lei mi chiederà perché mi sono rivolto a lui: perché non sapevo cosa c’era dietro questo mercato e questi mercenari di cagnari, oggi sconsiglio tutti quello che mi chiedono dove l’ho acquistato, gli racconto le sofferenze che patiscono questi cuccioli e le malattie che hanno.
Il carattere…praticamente è un cane che è talmente timido e dolce che non ha la grinta dei veri chow chow anche se io lo adoro ugualmente anzi sicuramente di più dei miei precedenti cani perché so quello che ha sofferto per il viaggio e le altre cose. 
Io spero tanto che queste persone possano chiudere immediatamente per il bene degli animali, dopo qualche mese mi ha mandato il certificato, come se con quello che ha fosse possibile portarlo a qualche mostra…ma a lui interessava solo vendere il resto non gli frega nulla.
Questa è la mia triste storia e anche del mio amico Rolly che è stato veramente fortunato sia lui che io perché gli voglio tanto bene. Un caro saluto e grazie per quello che state facendo

Sono di roma e, come tanti, ho comprato la cagnetta a metà dicembre scorso per fare un regalo a mia figlia.
L'ho comprata in un negozio "storico" di Roma, (nome negozio) e non mi intendo particolarmente di cani, quindi vi racconto come è andata: entriamo nel negozio e mia figlia aveva già individuato quale cucciolo voleva fra le decine esposte, così mi vedo mettere in braccio una cagnetta minuscola e mi sento dire: “E’ una jack russell terrier, ma non ha il pedigree, perché sono cani che ancora non lo hanno, viene dall'irlanda e ha 60 giorni, è chippata, questi sono gli stikers del chip e questo è il libretto delle vaccinazioni, per il mangiare le dia eukanuba puppy allungato con acqua, le preparo una garanzia di otto giorni così se il suo veterinario dice che il cane sta male lei lo riporta, noi lo facciamo controllare al nostro veterinario e, nel caso, gli facciamo fare la quarantena qui nel negozio, grazie...il tutto fa 500 euro”.
Pago, ovviamente, e me ne vado con figlia e cagnetta...
La porto immediatamente dal veterinario che la esamina e la trova
all'apparenza bene...
Dopo tre giorni la piccola inizia ad avere la diarrea, mi preoccupo pensando alla gastroenterite e corro dal veterinario il quale le somministra sulfamidici per cinque giorni e un vermifugo.
Dopo altri due giorni alla poverina inizia una tosse secca che va crescendo di ora in ora, la riporto dal veterinario il quale diagnostica una tracheite e le somministra antibiotico per dieci giorni.
Nel consulto decido di non volere assolutamente usufruire della "garanzia degli otto giorni" in quanto non mi convinceva dal punto di vista della profilassi, cioè se devo far fare una quarantena ad un cane lo debbo tenere in un ambiente sterile, dove è certo che non siano passati cani ammalati e
quindi se il cane presenta sintomi di qualche malattia è sicuro che sia una "sua" incubazione e non il potenziale contatto con altri.
Sono una donna caparbia è ho fatto di tutto perché la cagnetta non morisse, quindi mi sono fidata ed affidata al veterinario e ho seguito le sue istruzioni in maniera pedissequa, sia per quanto riguarda la somministrazione delle medicine che per quanto concerne l'alimentazione.
Dopo quindici giorni la cagnetta si è ristabilita, prima è scomparsa la diarrea, poi la tosse, peccato però che a questo punto la povera bestiolina ha iniziato a perdere il pelo, sono state fatte più volte le analisi per individuare acari della rogna, ma, per fortuna, niente.
Passano altri due mesi, durante i quali ho finito di farle fare tutte le vaccinazioni e nel contempo mi sono messa a caccia per sapere da quale allevamento irlandese provenisse, ma non sono arrivata a nulla, i numeri del chip indicano il paese di origine che è l'Irlanda e una contea che però non
sono riuscita ad individuare, anche le mie ricerche direttamente in Irlanda non hanno approdato a nulla, peraltro il cosiddetto "libretto sanitario" conteneva esclusivamente l'informazione che il cane aveva fatto la vaccinazione contro la parvovirosi, senza indicazioni di nessun altro tipo, quali timbro del veterinario, allevamento e/o padrone precedente, insomma nulla, soltanto dietro al foglietto degli stikers c'era una indicazione scritta "jack russell f rome".
Nel frattempo mi rendo conto che Lilla non ha ancora iniziato a cambiare i denti e lì mi sorge un dubbio legittimo sull'età reale dell'animale...il giorno 14 dicembre 2002 il negozio ha dichiarato che la cagnetta aveva 60 giorni...Lilla ha iniziato a cambiare i denti a metà marzo 2003...voi siete esperti di cani, io no, lascio a voi le considerazioni sull'età reale.
Sempre a voi lascio le considerazione sul fatto che ho effettuato tutte le vaccinazioni praticamente con un mese e mezzo di anticipo.
Adesso Lilla sta bene, è qui accanto a me mentre scrivo, corre salta ed è in tutto e pertutto una jack russell puro sangue, almeno quanto a carattere, perché nel fisico purtroppo ha risentito di quello che ha passato, almeno credo, è rimasta molto minuta, è vero che pesa 4 kg ed è alta circa 28 cm al
garrese (una cosa giusta quindi), ma la struttura ossea è rimasta minuta, non so come spiegarmi meglio, il pelo si sta presentando con alcuni accenni broken, ma lo definirei "misto" sul muso è liscio e sulle macchie tan è broken, per di più, purtroppo, è affetta da enognatismo della mandibola e così il LIR non lo prenderà mai, ma a noi non importa è bellissima e la amiamo così com'è, ci ha riempito la vita di tanta gioia e felicità.
Però quello che ha passato, non io che la curavo notte e giorno, ma lei! non dovrebbe essere permesso in nessun modo.
Ho rintracciato un probabile fratellino di Lilla acquistato nello stesso negozio e nello stesso periodo e i padroni mi hanno confermato che anche lui ha passato, anche in via meno grave, le stesse vicissitudini, inoltre il mio veterinario disse all'epoca, che aveva in cura un altro jack nelle stesse
condizioni e che secondo lui se non erano della stessa cucciolata, forse provenivano dallo stesso negozio.
Ho raccontato questa storia mille volte, sui forum specializzati, parlando con allevatori, parlando con veterinari, parlando con addestratori e ho anche pubblicato le mie proteste su di un sito specializzato, spero che questa sia la volta buona che qualcuno si muova!
Se fossi stata un avvocato io stessa mi sarei mossa, ma non lo sono, faccio l'impiegata e mantengo una figlia, 4 gatti e un cane, tutti amati e curati.
Grazie per l'attenzione che avete posto al mio sproloquio, ma quando parlo di questa cosa ancora oggi mi arrabbio!

Io ho comprato una decina di anni fa il mio primo boxer qui a macerata presso una specie di terribile allevamento di cani di tutte le razze.
Inutile dire che la mia boxerina veniva dall'est...e' morta prima di due anni di tumore al fegato. E' sempre stata bruttina e strana anche se gli volevamo tutti un gran bene...credo avesse sofferto molto perché quando l'abbiamo portata a casa era magrissima. 

Sono finalmente riuscito ad avere l'indirizzo del cagnaro di Napoli da cui è stato acquistato un cucciolo ammalatosi dopo pochi giorni, ma le persone interessate non vogliono dare il loro nome, non c'è stato niente da fare. 
Sai com'è, quelli lì non sono tipi raccomandabili e questa signora (un po' anzianotta e ignorante) ha paura di ritorsioni camorra-style sulla figlia, che è la vittima (pagante) insieme al cane (morente) :( 

Riassumo in breve:ho comprato il 9-9-2001 una cucciola di bichon poil frisè presso (sedicente allevamento, in realtà importatore-cagnaro).
La piccola è morta due mesi dopo di cimurro.
L'ipotesi del mio veterinario è che la cucciola fosse in realtà più giovane di quanto dichiarato (infatti era la più piccola delle sorelle (ammesso che fossero sorelle) e quindi il ciclo vaccinale fosse del tutto sbagliato.
Il pedegree ungherese mi è stato consegnato prelevandolo da una pila di pedegree posti su uno scaffale.
Mi chiedo come potessero essere certi che fosse il suo dal momento che la piccola non era nemmeno tatuata.
Ho rifiutato la proposta di sostituirla con un'altra a metà prezzo (l'avevo pagata un milione e mezzo di vecchie lire), ma non sono riuscita in alcun modo a dimostrare la malafede del venditore, che vende anche via internet (c'è un sito che fa pure le "offerte del mese" per chi voglia cuccioli in saldo!!!!).
Mi è rimasto solo il dolore per la morte della mia piccola e il rimorso per essere stata tanto credulona.
Il luogo però si presenta molto bene e l'annessa clinica veterinaria tende ad accreditare un'immagine di serietà.
Per inciso anche il proprietario è un veterinario, che non fa certo onore alla professione.
Posso anche segnalare un negozio della mia città, Bergamo, che vende cuccioli di svariate razze giurando che si tratta di cuccioli provenienti dal suo allevamento.
Si chiama (nome negozio)
Già numerosi cuccioli sono morti, altri hanno ricevuto pedegree che non corrispondevano all'età del cane (ad esempio un golden retriever preso all'apparente età di almeno 3 mesi risultava dal pedegree essere nato 2 mesi dopo, cioè sarebbe stato preso all'età di 30 giorni, cosa che la padrona nega assolutamente.
Ad altri il pedegree non è mai arrivato, alcuni cuccioli sono stati gravemente ammalati.
Quasi tutti hanno problemi comportamentali.
Qui forse si potrebbe invocare la truffa, visto che la dichiarazione della proprietaria di avere gli allevamenti non corrisponde a verità.
Questa è la situazione per tutti o quasi i negozi di animali di Bergamo.
Qui vicino a noi c'è anche la (altro indirizzo), il posto più vicino ad un lager che io abbia mai visitato.
Nemmeno uno sprovveduto potrebbe fare a meno di accorgersi che lì i cani stanno malissimo.
Allora compensano questa mancanza di immagine con i prezzi bassi.
Scusate la prolissità, non so se queste segnalazioni vi saranno utili, ma io spero che nessun cucciolo e nessun padrone debba mai affrontare ancora ciò che abbiamo passato noi.
Grazie per quello che fate per i cani.
Distinti saluti

Ciao, mi chiamo Costantino, ti voglio raccontare la triste storia del mio cane: ho acquistato un Rott dieci anni fa da (nome), essendo il mio primo cane di quella razza non sapevo bene come controllare il pedigree e verificare eventuali anomalie del cane.
Il cane mi è costato 600 mila lire, una volta a casa dopo qualche tempo vedevo che aveva paura di uscire di casa, aveva paura dei cartelloni dei temporali e dei petardi. 
Dopo qualche settimana ho riscontrato un'otite (poi divenuta cronica ed è stato operato alle orecchie), ho telefonato al proprietario lamentandomi di quello che stava accadendo e lui mi rispose che era strano e che gli altri cuccioli da lui venduti erano buoni.
Passano i mesi e mi arriva a casa il Pedigree, io lo porto a far controllare dal veterinario, leggendo il Pedigree risulta che il cane proveniva da madre dei paesi dell'Est, infatti, adesso che ricordo, quando sono andato a vedere la cucciolata, c'era il maschio (bellissimo), la madre non c'era!!!.
Per farla breve, dopo alcuni anni, sono incominciati i guai, displasia all'anca destra, quindi ho dovuto interrompere l'addestramento in quanto il cane dopo un po’ lamentava dolore, all'età di 8 anni, tre operazioni in un anno, via milza, via testicoli, operazione per calcoli all'uretra, circa dopo un anno urina con sangue, quindi soldi per visite e antibiotici e infine incomincia a zoppicare con l'anteriore sinistro, io pensavo che avesse un po’ di artrosi, e invece dieci giorni fa purtroppo, viene riscontrato un carcinoma alla spalla sinistra, (2 o 3 mesi di vita) ieri con le lacrime e il cuore spezzato ho dovuto prendere una brutta decisione di portarlo dal veterinario e non farlo soffrire più.
Questa è la storia di Scion, un Rottweiler che con tutte le sofferenze che ha passato non si è mai permesso di fare del male a nessuno.
Per quelle persone che fanno queste cose, che vendono cani provenienti dai paesi dell'Est, ammalati o comunque non perfetti, dovrebbero mettersi la mano sulla coscienza pensando che fanno e faranno soffrire bambini e adulti che amano gli animali.
Ciao

Siamo una famiglia che il giorno 23 di dicembre ha acquistato un cucciolo di Cavalier King Charles Spaniel presso il (negozio di Milano). 
Appena arrivati a casa il cane era molto vivace, ma gia dal giorno seguente ha iniziato a stare male. Aveva diarrea, successivamente di solo sangue, e vomito e la sera stessa (24 dicembre) l'abbiamo subito portato dal veterinaio, che ha ricontrato: febbre, disidratazione che in aggiunta a già quanto presentava a casa erano tutti i sintomi di una gastroenterite virale. 
Per 3 giorni è stato portato mattina e sera a fare delle iniezioni di sostanze idratanti e farmaci. Ora è dal 27 che si trova dal medico sotto osservazione. Previsioni ancora non è possibile farne, l'unica cosa che c'è stata detta è di non farci illusioni. 
Abbiamo subito informato il venditore di quanto successo, dopo avergli chiesto ripetutamente se il cucciolo fosse sano, vaccinato, controllato e fosse tutto in regola. La sua unica risposta è stata: "Riportatemelo subito, IL CANE E' IN GARANZIA". 
Per noi non è un oggetto che può essere sostituito, chiunque abbia acquistato un cucciolo in questo negozio ce lo faccia sapere perché è altamente probabile che sia infetto e noi non abbiamo intenzione di stare con le mani in mano.

Scrivo per raccontare la breve storia sfortunata di un cucciolo di cane, Athena.
Poco più di venti giorni fa Anna, una mia amica, andò presso un negozio di animali per acquistare il cagnolino. 
Si stupì subito che il cucciolo avesse solo due mesi di vita, ma soprattutto che fosse già stato sverminato e vaccinato. In seguito si scoprì che a fare il tutto fu lo stesso negoziante.
Purtroppo Athena dopo soli due giorni inizia a stare male, sembrerebbe nulla di grave, ma non migliorando nei giorni seguenti, Anna è costretta a contattare un veterinario. 
Diagnosi: coccidi, un parassita che deposita uova nell'intestino. Il medico l'avverte che probabilmente il cane aveva questo parassita già al momento dell'acquisto.
Anna quindi chiama il negozio chiedendo che il suo cane possa essere visitato, dal momento che la garanzia di otto giorni sotto cui il cane è coperto non è ancora scaduta. Il negoziante si rifiuta, sminuendo la gravità della malattia.
Passano pochi giorni, la garanzia scade e il cane si aggrava ulteriormente.
Stavolta presenta nuovi sintomi, il respiro è affannoso, starnutisce e tossisce. Un'ulteriore visita dal veterinario chiarisce la situazione: bronchite. Le condizioni di Athena, purtroppo, degenerano ulteriormente, ancora una volta dal veterinario. Quella che si credeva essere una curabile bronchite si trasforma in una delle più gravi malattie che colpiscono i cuccioli: il
cimurro. 
Quasi sicuramente causato da un vaccino eseguito da persone inesperte o compiuto troppo presto sull'animale. Il negoziante smentisce tutto e invita Anna a non chiamare più dal momento che la garanzia è scaduta.
La salute di Athena per quanto già grave peggiora ancora, ai precedenti sintomi se ne aggiungono degli altri quali stanchezza, depressione, inoltre non mangia nè beve. Una nuova visita dal veterinario e un'altra pesante malattia scoperta: la parvovirosi, pericolosissima per i cuccioli. Forse provocata da un allontanamento prematuro dal latte della madre, ad ogni modo il periodo di incubazione fa presagire che l'abbia intaccata proprio nel negozio. Ormai le
condizioni del cucciolo sono critiche. I veterinari decidono di ricoverarla nell'ambulatorio, ma è troppo debole per scofiggere le due malattie che attanagliano il suo corpo. Muore dopo un giorno.
Venti giorni di agonie sopportate da un cucciolo. Venti giorni di sofferenza da
parte dei padroni.
Perché tutto questo?
Questo succede perché esistono ancora persone senza scrupoli che si preoccupano più di contare i soldi in cassa che della salute degli animali trattandoli con molta noncuranza come oggetti; persone bieche e ipocrite che pur di raggiungere il loro intento, si fingono veterinari facendo vaccini illegali e ignorando completamente le procedure; persone incapaci di dare affetto a creature che, al contrario, regalano amore incondizionato. In questi casi faccio davvero fatica a capire chi è il vero animale.
Athena è stata una vittima inconsapevole della crudeltà umana, una semplice pedina usata per mettere in atto degli imbrogli nei confronti della gente inesperta e ingenua. Mi auguro fortemente che la sua morte non sia stata vana ma che possa aver aperto gli occhi a qualcuno, in modo da non far cadere altra gente nelle trappole di questi commercianti di animali o per lo meno prevenire altri incidenti.
E' stato solo un attimo, ma durerà per sempre. 
Addio Athena. 

Ti scrivo qui la mia piccola testimonianza, una storia come molte altre e forse anche meno triste per il momento...dico per il momento perché solo il mese prossimo avrò delle "certezze" sulla salute di una dei miei Cavalier King Charles Spaniel e sarà di lei che ti parlerò in questa e-mail. 
Margot, si chiama così la mia piccola UNGHERESE, é stata acquistata in un allevamento di Verona (di cui non conosco il nome) da una coppia. 
La cucciola aveva solo due mesi (se si tiene conto che dall'allevamento di Budapest a quello di Verona i cuccioli non ci arrivano in breve tempo siamo certi che lo svezzamento non era stato completato) ed é stata venduta assieme al suo pedigree internazionale e a una manciata di croccantini di dubbia qualità. 
Margot é stata poi regalata a me all'età di 14 mesi, la sua famiglia non poteva più tenerla (possibile che l'arrivo di un bambino possa compromettere la felicità di un piccolo cane?????) e io mi sono improvvisata mamma adottiva di un cane proveniente dall'est con gran parte dei problemi che questo comporta. 
Margot soffre di intolleranze alimentari che le procurano gastroenteriti molto forti e questo le ha portato inappetenza e di conseguenza sottopeso....pesava all'epoca 4,5 kg, sono riuscita a farla arrivare ora a 6 kg e finalmente il veterinario potrà sedarla per farle le lastre che ci diranno se soffre di displasia all'anca (sottopeso non avrebbe probabilmente sopportato l'anestesia) e farà anche un ecocardio per vedere se soffre di prolasso della valvola mitralica (disfunzione cardiaca che colpisce moltissimi cani di questa razza provenienti dai paesi dell'est). 
Soffre inoltre di problemi alle articolazioni delle zampe posteriori, per il momento le rende solo la camminata un po' buffa ma con l'andare avanti dell'età potrebbe avere problemi di deambulazione. 
Mi dispiace non aver maggiori informazioni sulla vita ed i problemi di Margot prima del suo arrivo nella mia casa, rimango in ogni caso a tua disposizione per qualsiasi e a qualsiasi ora

Il mio sogno è sempre stato avere un carlino.2 anni fa sono venuta a convivere con il mio ragazzo e l'anno scorso l'ho convinto a prenderlo. non eravamo ,purtroppo, a conoscenza di quello che si cela dietro al traffico illegale di cani.infatti continuo a darmi dell'ignorante e della stupida ma ormai è tardi.
ci siamo recati da un allevatore dal quale avevamo già comprato un cucciolo di labrador del quale siamo rimasti molto contenti.sanissimo e un esemplare molto bello.
quindi siamo andati a fiducia. arrivati là anche se lui non ne ha e non ne accoppia ci ha detto che nel giro di pochi giorni si sarebbe informato e mi avrebbe chiamata.
il giorno dopo telefona e mi dice che tra 2 giorni se lo voglio è disponibile un cucciolo di carlino nero di 2 mesi
io ero talmente contenta che non ho esitato a dire di sì
dopo 2 giorni vado a prendere Ciki, questo era il nome che avevo dato al mio cucciolino. già da vedere non era uno spettacolo: il nasino completamente pieno di muco e un pancino gonfio che non nascondeva la presenza di vermi. 
gliel'ho fatto notare e per il raffreddore ha detto che in un paio di settimane sarebbe guarito e per i vermi che era già stato sverminato. era il 10 di febbraio quindi sapendo che sono cani molto delicati non ci ho dato peso.
gli ho parlato del pedigree e , io ignorante anche in questo campo , sono stata presa in giro. mi ha detto che per il pedigree bisognava pagare molti soldi e che erano cani che per avere il pedigree i genitori dovevano aver partecipato almeno una volta ad una mostra.
lo so sono stata proprio una stupida ma io non ne sapevo niente. mi ha dato il libretto sanitario (che era fotocopiato !) dicendomi che dopo 15 giorni avrei dovuto fare il richiamo del vaccino.ho pagato Ciki 560 euro.
arrivata a casa Ciki non sembrava stare bene tossiva ed aveva paura.
aveva paura delle persone.era timoroso.
nel pomeriggio l'ho portato dal veterinario.il responso: dovevo sverminarlo, sottoporlo ad una cura antibiotica e di aereosol perchè aveva una tracheite e tutti i linfonodi molto gonfi e la cosa più brutta il cucciolo era ipotermico. il veterinario mi disse che avevo 15 giorni di tempo per decidere se tenere il cane o riportarglielo.non pensai neanche a questa soluzione che forse però sarebbe stata la migliore.
ho iniziato a curare il cucciolo che continuava ad essere molto timoroso e impaurito.non ho mai visto miglioramenti.continuava a tossire e stava un pò meglio solo quando gli facevo l'aereosol. nonostante l'avessi risverminato più volte il pancino era sempre gonfio.però ha sempre mangiato.
solo dopo quasi 3 settimane Ciki aveva preso completa fiducia verso di me e mi era sempre appiccicato.non voleva mai stare solo. è stato il cane più affettuoso che abbai mai visto....
il 22 di marzo ho visto che aveva qualcosa di grave...l'ho portato di corsa dal veterinario che mi disse che aveva avuto un prolasso dell'intestino e che era una cosa rarissima nel cucciolo. da lì non è più stato bene. era affettuoso ma non aveva voglia di giocare mangiava poco e dormiva sempre.
sabato 27 marzo ha iniziato a stare ancora peggio.tremava e sembrava avesse male alla pancia.non aveva mangiato niente ma aveva il pancino gonfissimo.
portato dal veterinario aveva la febbre gli fece una lastra alla pancia per vedere se vi erano corpi estranei ma non c'era nulla.
mi disse di tenerlo a digiuno di tenerlo al caldo e di provargli la febbre di tanto in tanto.verso sera la temperatura si era abbassata ma continuava a respirare in modo strano dai dolori addominali che aveva. 
domenica 28 la temperatura era stabile poi tutto in un momento ha iniziato ad abbassarsi.era arrivata a 37. ho chiamato subito il veterinario che mi disse che stava collassando. lo portammo subito in ambulatorio.Ciki portato a casa era 8 etti. in un mese era arrivato ad 1 kilo.era magrissimo.voleva metterlo sotto flebo ma non ci riusciva perchè le vene erano troppo sottili e fragili.poi ricordo tutto sfuocato.....mi ricordo che piangevo e Ciki ogni tanto perdeva conoscenza.stava morendo ma ho sperato fino all'ultimo.poi decisero di operarlo perchè era l'ultima speranza.
Ciki alle 11 di quella mattina mi lasciò.
la cosa più brutta è che anche dopo averlo aperto il veterinario non capì cosa aveva.non c'erano corpi estranei e non c'era torsione allo stomaco.era tutto a posto...
così la vita breve e piena di sofferenze di Ciki finì.non aveva neanche 4 mesi...ho sofferto e soffro tutt'ora...sono cose che non si dimenticano....nessun animale dovrebbe soffrire!!! non ho mai saputo con certezza che fosse un cucciolo proveniente dall'est ma dopo questa esperienza mi sono informata (era ora) e ho scoperto delle cose atroci. sono quasi certa che Ciki fosse uno di quei cuccioli che arrivano da là.
l'unica cosa che mi rende felice è che Ciki almeno per un mese e mezzo abbia scoperto cos'era l'amore e che si sia sentito coccolato e voluto bene.anche se per poco è stato felice!
ciao mio piccolo angelo!! 

Oggetto: Risarcimento danni a seguito acquisto cane di razza Bassethound
La presente per richiedere i danni morali e materiali conseguenti all’acquisto del cane in oggetto per certificata malattia CIMURRO come da attestato del laboratorio di analisi Veterinarie San Marco di Padova che si allega.
Il 16/11/2003, in occasione della Mostra del Cucciolo nella quale eravate espositori, avevo mostrato interesse nell’acquisto di uno dei due cuccioli maschi di Bassethound da Voi esposti;
Nel periodo intercorrente tra il 16/11 ed il 30/11 ho effettuato numerose telefonate al Sig XXX, Vs. incaricato, (tel. 011/724315) onde accertarmi che il cucciolo visionato in precedenza non fosse venduto e consentendomi quindi di poterlo acquistare il 30/11 data nella quale avrei effettuato un apposito viaggio a Torino dietro appuntamento con Voi.
Il 30/11, accompagnata dal Sig. (nome), mi sono recata presso di Voi per acquistare il cane ma lo stesso presentava una tosse persistente che è stata giustificata da Voi come un semplice raffreddore. A dispetto dell’appuntamento concordato, avete insistito per non consegnare il cane onde consentirVi di curare questa malattia da Voi dichiarata lieve. Tale soluzione è stata da me ben accetta in quanto Vi ho dichiarato che avendo due bimbe di 4 ed 8 anni che desiderano da tempo un cane, oltre che per motivi igienici, era preferibile non farLe avvicinare ed affezionare ad un animale malato che poteva morire.
Il 30/11 ho provveduto comunque a saldare l’acquisto del cane con un assegno di importo pari a 450,00 Euro. 
Nel periodo intercorrente tra il 30/11 ed il 21/12 ho effettuato numerose telefonate per accertarmi dello stato di salute del cane e ricevendo continue rassicurazioni sia dal Sig. Massimo, sia dalla sua collaboratrice, che il cane era in netto miglioramento. Per questo motivo avete pertanto stabilito di far ritirare il cane il giorno 21/12.
Il 21/12 ho effettuato il secondo viaggio a Torino, per ritirare il cane. Purtroppo anche in quella data il cane presentava la stessa tosse del 30/11 cosa testimoniata peraltro anche dalla postilla da Voi apposta sulla scrittura privata di compravendita dietro nostra insistenza. Ovviamente avete più volte asserito che quella tosse sarebbe sparita di lì a pochi giorni somministrando semplicemente lo sciroppo da Voi consigliato e” cambiando aria” e non dovevo in alcun modo preoccuparmi delle possibili ripercussioni fisiche e morali delle mie due bimbe.
Il 23/12 a causa della persistente tosse, ho sottoposto il cane a visita veterinaria presso la Clinica XXX, sentendomi consigliare con stupore un immediato ricovero per chiari sintomi di cimurro. Lo stesso giorno, in occasione del ricovero, il cane è stato sottoposto a prelievo per esame sierologico dal personale della stessa clinica veterinaria.
All’inizio di gennaio ho preso visione del reperto rilasciato dal Laboratorio privato di Analisi Veterinaria YYY, nel quale si attesta la malattia “CIMURRO CANINO”.
Dal giorno 23/12 alla data odierna sto sottoponendo il cane a continue cure mediche nella speranza di una possibile guarigione. 
A seguito di quanto sopra la sottoscritta chiede che vengano da Voi rimborsate tutte le spese di assistenza medica sostenute e da sostenere per le quali Vi rendicontero’ quanto prima l’importo.
Inoltre qualora il cane deceda, oltre i danni materiali consistenti in questo caso nelle spese di trasferta, nell’acquisto del cane, e nelle spese mediche, sarà mia cura quantificare i danni morali derivanti presumibilmente anche dal trauma subito dalle mie due bimbe di 4 e di 8 anni, fatto del quale Vi avevo informato sin dal giorno 30/11.

Qui a Padova eurocucciolo è venuta gennaio e io ci sono stata. Mi aspettavo di trovare tanti allevatori con i loro cani e le foto delle cucciolate. Invece ho trovato, in un tendone a cui il comune di Padova (e questo è davvoro schifoso) ha dato uno spazio, un serie di recinti bassi, con cuccioli dentro, una specie di segatura per terra e una ciotola d'acqua. I recinti erano bassi perchè i visitatori, benchè ci fosse un cartello con scritto 'vietato toccare i cuccioli' potessero comunque testare la merce. Assistenza ai cuccioli: nessuna.
Informazioni: zero, eccetto la scheda di una qualche enciclopedia sulle diverse razze dei cani. E uno striscione appeso alla parete con pubblicizzato un 'rivenditore' di cani, che disponeva di tutte le
razze.
Alla cassa, e qui viene il bello, un signore e una signora (molto, ma molto probabilmente i proprietari-venditori-contrabbandieri di carne cinofila) che facevano pagare un biglietto di 6 euro. Come dire, se non vendo il cane, almeno mi prendo i soldi (e non pochi) del biglietto. E i due loschi figuri mi hanno lasciato entrare con la mia whippet, avvertendomi che 'i nostri cani potrebbero fare un po' di confusione.' Hanno abbaiato per tutta la visita, che dura la massimo dieci minuti. Di afflusso ce n'è stato un bel po', non c'era ressa perché se la sbrigavano presto. Non mi sembravano molto soddisfatti, una vola usciti.... Due chicche: mi hanno concesso un ridotto perchè
avevo la tessera enci che hanno fatto a finta di controllare, e all'ingresso del tendone c'erano dei butta fuori.... Fate un po' voi.
Uscita dall'eurocucciolo sono andata subito alla sede enci, che però era chiusa. Amici soci enci mi hanno consigliato di risparmiare tempo perché all'Enci non gliene può fregare di meno.
L'euro cucciolo è passato a Vicenza e un'amica mi ha raccontato che la specie di fiera ha suscitato molte proteste da parte dei cittadini che hanno scritto ai giornali locali. E che è comparso persino un articolo sul Gardian su questa faccenda. vorrei dire solo una cosa (le altre le risparmio, potrebbero essere troppo volgari...) non andate a eurocucciolo, sabotate la farsa...per favore. 

VOGLIO SEGNALARE I PROBLEMI CHE HO ATTUALMENTE CON UN CANE COMPRATO 
ALLA MOSTRA DEL CUCCIOLO CHE SI TIENE OGNI ANNO AL FORUM DI ASSAGO. IN REALTA' I CANI IN MOSTRA SI POSSONO ACQUISTARE A PREZZI DAI 300 AI 600 EURO SENZA PEDIGREE MA CON VACCINAZIONE E PER QUELLI PROVENIENTI
DALL'ESTERO ANCHE IL MICROCHIP.
IL MIO CAGNOLINO UN BARBONCINO DI DUE MESI E MEZZO DOPO QUALCHE GIORNO PRESENTA TOSSE E ORA INAPPETENZA E VOMITO.
SPERO CHE NON SIA NIENTE DI GRAVE MA NON NE SONO PROPRIO SICURO.
CERTO IL NEGOZIANTE DI TORINO CHE HA EFFETTUATO LA VENDITA DA TUTTE LE GARANZIE SOLO SULLA CARTA PERCHE' PER EVERE IL LIBRETTO
SANITARIO CON LA DATA DELLA VACCINAZIONE ABBIAMO DOVUTO ASPETTARE CHE LA GARANZIA
1 MESE SCADESSE A QUELLA DATA ABBIAMO RICEVUTO DAL VENDITORE IL LIBRETTO SANITARIO PERALTRO MOLTO ANONIMO.
SPERO CHE QUESTA MIA LETTERA SERVA PER EVITARE AD ALTRI L'ACQUISTO PRESSO QUESTI NEGOZIANTI CHE SI SERVONO DI MOSTRE PER 
INVOGLIARE ALL'ACQUISTO DI ANIMALI DI CUI NON SANNO DARE NESSUNA GARANZIA.
UN GRAZIE A TUTTI PER EVIDENZIARE QUESTI PROBLEMI E SPERO CHE LA MIA LUNA COSI' SI CHIAMA POSSA GUARIRE

Se avete altre testimonianze inviatele !!!!