Chi meglio di uno di noi può spiegarvi chi siamo....sogno di una notte di mezza estate, pensieri nel dormiveglia di un volontario....
  Le giornate al Cascinotto


  Organigramma
  Statuto
  Chi Siamo, cosa facciamo e perché .........





Organigramma 2006 (in fase di aggiornamento)

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Statuto

10/07/1991 - COSTITUZIONE

1.         …..

viene costituita una Associazione denominata

“Amici degli animali Gustavo Allara”

2.            L’Associazione ha sede in Collegno

3.            L’Associazione che non ha scopo di lucro si propone le seguenti finalità:

§          ampliare l’informazione e l’impegno per l’affermazione di una nuova etica di rispetto dei diritti degli animali, con i quali noi, altri animali, umani, condividiamo l’esistenza su questo pianeta;

§          contribuire a produrre cambiamenti culturali e trasformazioni sociali tendenti a ridurre il più possibile le sofferenze tra tutti gli esseri viventi e sviluppare il massimo di solidarietà e di rispetto verso ogni forma di vita e verso l’ambiente naturale che ci ospita, superando le posizioni di chi ritiene che le sofferenze degli animali vengano ben dopo i problemi che affliggono gli umani e di chi, all’opposto, soffre per gli animali ma è poco turbato dalle ingiustizie e dalle condizioni indicibili di gran parte dell’umanità.

4.            L’Associazione ha durata illimitata

5.            L’Associazione è retta dallo Statuto che, firmato dai componenti e dal notaio che di seguito si allega.

6.            L’Associazione è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da un numero di membri variabile di almeno 10 membri, secondo le determinazioni dell’assemblea nell’atto delle nomine scelti sempre con priorità per i soci fondatori, che durano in carica un anno.

Il Consiglio Direttivo ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e nomina nel suo seno in Presidente, un Vice Presidente, un Segretario e un Tesoriere.

Al Presidente spetta la firma e la legale rappresentanza dell’associazione e in sua vece in caso di impedimento da uno degli altri tre organi.

7.            L’esercizio sociale si chiude il 31 Dicembre di ogni anno

STATUTO

 TITOLO I°  - Ordinamento interno e compiti

ART. 1) Costituzione, sede e durata

L’Associazione “AMICI DEGLI ANIMALI GUSTAVO ALLARA” di Collegno opera senza scopo di lucro ed ha sede in Collegno.

La sua durata è a tempo indeterminato sino a che non ne verrà deliberato lo scioglimento.

ART. 2) Ambito di attività

L’Associazione “AMICI DEGLI ANIMALI GUSTAVO ALLARA” di Collegno svolge la sua attività nell’ambito della città di Collegno e dintorni.

ART. 3) Adesioni

L’Associazione potrà aderire ad Associazioni o coordinamenti regionali, nazionali ed internazionali.

ART. 4) Scopi e finalità

L’Associazione “AMICI DEGLI ANIMALI GUSTAVO ALLARA” di Collegno pur non ritenendosi l’unica espressione delle sensibilità e istanze animaliste esistenti in città si propone di :

§          ampliare l’informazione e l’impegno per l’affermazione di una nuova etica di rispetto dei diritti degli animali, con i quali noi, altri animali, umani, condividiamo l’esistenza su questo pianeta;

§          contribuire a produrre cambiamenti culturali e trasformazioni sociali tendenti a ridurre il più possibile le sofferenze tra tutti gli esseri viventi e sviluppare il massimo di solidarietà e di rispetto verso ogni forma di vita e verso l’ambiente naturale che ci ospita, superando le posizioni di chi ritiene che le sofferenze degli animali vengano ben dopo i problemi che affliggono gli umani e di chi, all’opposto, soffre per gli animali ma è poco turbato dalle ingiustizie e dalle condizioni indicibili di gran parte dell’umanità.

Gli obiettivi che concretamente intende raggiungere con l’informazione, pubblicazioni, manifestazioni, iniziative e azioni sempre pubbliche e improntate ai principi del civile confronto, della democrazia e della non violenza sono:

a.       conoscenza della legislazione vigente e delle proposte ed iniziative di cambiamento per un sempre maggiore rispetto dei diritti degli animali, un loro sempre minore sfruttamento ed un superamento dello specismo (discriminazione tra specie viventi);

b.       collaborazione con le autorità pubbliche per una più profonda sensibilizzazione dei cittadini sul problema dell’abbandono degli animali ed una diffusa realizzazione dell’anagrafe canina.Riduzione del problema del randagismo (prevalentemente canino) con la realizzazione e la collaborazione alla gestione di un Centro di Accoglienza o Rifugio sanitario per animali randagi, abbandonati, smarriti o di persone in temporanea difficoltà che oltre alla custodia, cura e mantenimento sia punto di riferimento per tutte le iniziative di affidamento o adozione (uniche soluzioni che possono consentire di superare nei fatti oltreché, speriamo nelle norme, la triste pratica delle soppressioni);

c.       riduzione del randagismo felino con la sterilizzazione dei soggetti femminili delle colonie con la collaborazione dei volontari e, sia operativa che economica, degli Enti Pubblici;

d.       assicurazione all’animale del diritto e della possibilità concreta di vivere negli spazi urbani con l’adozione di tutte le iniziative e regolamenti necessari a garantirne una esistenza priva di sofferenze e armonizzando la migliore loro convivenza nella società degli umani;

e.       organizzazione delle difese legali nei confronti dei diritti degli animali e delle persone che di questi si occupano o che ne sono proprietarie, contro abusi, maltrattamenti ed eventuali persecuzioni;

f.        coscientizzazione del livello di sofferenza, a volte terribile, che è insito in attività di sfruttamento degli animali quali:

o        vivisezione e sperimentazione;

o        caccia e pesca;

o        allevamento intensivo a fini alimentari o per abbigliamento (pellicce soprattutto);

o        cattura e soppressione per pelli, pellicce, avorio, ecc..;

o        utilizzazione in spettacoli e circhi;

o        segregazioni in giardini zoologici e laboratori;

o        commercio di piccoli e grandi animali, nostrani ed esotici, al fine di ridurre la sofferenza con severe norme, controlli ed in prospettiva ottenere l’eliminazione ad iniziare delle attività più futili, inutili e cruente;

g.       instaurazione di rapporti di conoscenza e collaborazione con altre associazioni animaliste o ambientaliste locali e/o nazionali ed internazionali.

TITOLO II° - Organi e regole dell’ Associazione “AMICI DEGLI ANIMALI GUSTAVO ALLARA”

ART. 5) Patrimonio ed entrate

Il patrimonio è costituito

a.       dai beni immobili e mobili che diverranno di proprietà dell’Associazione;

b.       da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio;

c.       da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti.

Le entrate dell’Associazione sono costituite:

a.       dalle quote annuali di associazione;

b.       dall’utile derivante da manifestazioni;

c.       da contributi di cittadini associati e non associati;

d.       da contributi derivanti da Enti Pubblici o Associazioni private.

ART. 6) Esercizio sociale

L’esercizio finanziario chiude al 31 Dicembre di ogni anno.

Alla fine di ogni esercizio verranno predisposti dal Consiglio Direttivo il bilancio consuntivo e quello preventivo del successivo esercizio.

ART. 7) Organi

Sono organi dell’Associazione “AMICI DEGLI ANIMALI GUSTAVO ALLARA” di Collegno:

a.       l’Assemblea dei soci effettivi;

b.       il Consiglio Direttivo composto da un minimo di 10 membri, il quale eleggerà nel suo seno

§          il Presidente

§          il Vice Presidente

§          il Segretario Amministrativo

§          il Tesoriere

ART. 8) Assemblee

All’assemblea dei soci sono riservate le deliberazioni relative alla:

§          Nomina ed eventuale revoca del Consiglio Direttivo;

§          Modifica del presente statuto;

§          Approvazione, previa presentazione e discussione del Bilancio Consuntivo e Bilancio Preventivo

§          Indirizzi, Direttive generali e Piano di Lavoro dell’Associazione;

§          Adesione ad Associazioni e Coordinamenti Regionali, Nazionali ed Internazionali

§          Quant’altro a lei demandato per legge.

L’Assemblea Generale è convocata almeno una volta l’anno entro il mese di Aprile per l’approvazione del bilancio annuale.

L’Assemblea delibera in prima convocazione con il voto del 75% (settantacinque) degli iscritti. In seconda convocazione con la maggioranza dei presenti sia di persona che per deleghe.

La convocazione dell’Assemblea, nella sua articolazione, è fatta dal Presidente che invia, anzitutto, la relazione scritta (bilancio, ecc.), fissa almeno quindici giorni in anticipo la data ed il luogo dell’Assemblea.

[Modificato: Non sono ammesse più di cinque deleghe per persona presente.]

Ogni associato potrà farsi rappresentare in assemblea da un altro associato con delega scritta.

Ogni socio non può ricevere più di due deleghe.

Le Assemblee sono presiedute dal Presidente o dal Vice Presidente oppure, se non fossero presenti queste due persone, da altra persona designata dal Consiglio Direttivo.

Di ogni Assemblea viene redatto, a cura del Segretario amministrativo, un verbale che comprende tutta la discussione assembleare ed anche tutto l’apporto scritto dei non presenti.

Ha diritto di voto esclusivamente il socio in regola con le quote sociali

ART. 9) Consiglio Direttivo

Il Consiglio Direttivo è composto da un minimo di 10 membri scelti fra i soci ed eletti dai soci per un anno.

Sono rieleggibili a tutti i sensi di legge.

Esso elegge nel suo seno il Presidente, il Vice Presidente, il Segretario Amministrativo ed il Tesoriere.

La convocazione del Consiglio Direttivo è fatta, ogni volta che sia ritenuto opportuno, dal Presidente o ogni volta che ne sia fatta richiesta allo stesso da almeno tre membri, o da cinque associati, con comunicazione spedita otto giorni prima del giorno fissato per la riunione, oppure, in casi urgenti, con preavviso telefonico almeno quarantotto ore prima dello stesso giorno fissato per la riunione.

Il Consiglio Direttivo è validamente costituito con la presenza della maggioranza dei consiglieri e delibera a maggioranza degli intervenuti; in caso di parità di voti è prevalente quello del Presidente.

Il Consiglio Direttivo delibera su tutte le questioni che gli vengono sottoposte dal Presidente, dal Vice Presidente, dal Segretario Amministrativo, il socio delegato e dai soci.

I membri del Consiglio Direttivo che per tre volte consecutive non intervengono alle riunioni senza fondati motivi decadono automaticamente dalla carica.

[Modificato: Il Consiglio Direttivo può cooptare un socio in sostituzione del consigliere mancante per dimissioni o per altro impedimento. ]

Il Consiglio Direttivo può provvedere alla sostituzione del componente dimessosi o decaduto per altre cause nominando il primo fra i non eletti, che rimane in carica fino alla scadenza dell’intero Consiglio Direttivo.

Può altresì cooptare i coordinatori dei gruppi di Lavoro che via via si costituiranno su temi specifici.

Se viene a mancare la maggioranza dei consiglieri in carica l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto e si dovrà provvedere, a norma di statuto, alla nomina di un nuovo Consiglio Direttivo convocando un’apposita assemblea di soci.

Il Presidente, ed in sua assenza o impedimento, il Vice Presidente o del Segretario o del Tesoriere rappresenta l’Associazione nei confronti dei terzi ed in giudizio, ha tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, provvede alla convocazione delle assemblee e del Consiglio Direttivo, cura l’esecuzione delle relative deliberazioni.

Il Vice Presidente coadiuva il Presidente nel pieno rispetto dello Statuto e lo sostituisce in caso di suo impedimento.

Il Segretario amministrativo, che sarà contitolare, con altri due membri del Consiglio Direttivo del conto dell’Associazione avrà il compito di provvedere:

§          Al ritiro e versamento sul conto di tutte le entrate

§          Al pagamento di tutte le spese ordinarie e di ogni altra spesa autorizzata dal Consiglio Direttivo o, in caso di urgenza e in via eccezionale, dal Presidente o dal Vice Presidente

§          Di aggiornare costantemente la situazione delle entrate e delle uscite che andrà presentata regolarmente al Presidente, al Vice Presidente e al Consiglio Direttivo.

§          Alla redazione del bilancio e della situazione patrimoniale da presentare al Consiglio Direttivo ed alla Assemblea dei soci.

TITOLO III° - DEGLI ASSOCIATI

ART. 10)  Iscrizioni

Chiunque si senta di condividere le norme ed i principi dello Statuto del gruppo “AMICI DEGLI ANIMALI GUSTAVO ALLARA” di Collegno può chiedere l’iscrizione al Consiglio Direttivo il quale, comunque, ha il potere di non accettarla riferendo poi alla prima Assemblea successiva i motivi che dovranno essere discussi ed approvati.

L’iscrizione comporta anche l’obbligo di pagare la quota associativa che verrà annualmente stabilita dall’Assemblea.

La qualità di associato è comprovata da apposita tessera personale.

Coloro i quali, pur condividendo lo spirito, l’attività e le iniziative dell’Associazione, non presentano domanda di iscrizione sono considerati sottoscrittori e simpatizzanti ma non solo, i soci sono obbligati:

a.       Ad osservare il presente Statuto, i regolamenti interni e le deliberazioni legalmente adottate dagli organi associativi;

b.       A mantenere sempre un comportamento degno nei confronti dell’associazione;

c.       A versare la quota associativa;

i soci hanno diritto:

a.       A partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;

b.       A partecipare all’assemblea con diritto di voto;

c.       Ad accedere alle cariche amministrative.

Gli associati, su iniziativa loro e del Consiglio Direttivo, possono organizzarsi in Gruppi di lavoro per affrontare, sviluppare ed organizzare iniziative su problemi o tematiche specifiche avvalendosi anche di collaborazioni esterne.

Il Gruppo di lavoro dovrà mantenersi in contatto con il Consiglio Direttivo con riunioni congiunte o esprimendo un coordinatore che potrà essere cooptato nel Consiglio Direttivo per il periodo di attività del Gruppo stesso.

ART. 11)  Perdita della qualità di associato

Il mancato pagamento all’atto dell’iscrizione o, in caso di rinnovo, entro il mese di Gennaio di ogni anno della quota associativa, fa perdere automaticamente la qualità di associato.

L’associato può essere escluso dalla associazione con deliberazione del Consiglio Direttivo per motivi che contrastino in modo inequivocabile con gli scopi dell’associazione o che comunque possano pregiudicarne il funzionamento e/o il buon nome.

Esclusione che dovrà essere discussa ed approvata nella prima successiva assemblea.

Non può iscriversi al Gruppo chi abbia precedenti penali relativi a maltrattamenti di animali.

TITOLO IV° - VARIE

ART. 12) Gratuità degli incarichi

[Modificato: Tutte le cariche sono gratuite. Potranno essere corrisposti invece rimborsi spese a Soci o collaboratori per mansioni, compiti o impegni svolti in modo saltuario o continuato decisi ed approvati dal Consiglio Direttivo ed inseriti a bilancio in modo descrittivo.]

Le attività di cui all’Art. 4 sono svolte dall’Associazione prevalentemente tramite prestazioni personali, volontarie  e gratuite, fornite dai propri aderenti.

Agli stessi possono essere rimborsate dall’Associazione solo le spese vive effettivamente sostenute per l’attività prestata, previa documentazione ed entro i limiti stabiliti dal Consiglio Direttivo e comunicati all’Assemblea che li ratifica.

ART. 13) Scioglimento dell’associazione

In caso di scioglimento dell’associazione, il patrimonio verrà devoluto ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore. Per deliberare lo scioglimento dell’associazione e la devoluzione del patrimonio occorre il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

ART.14) Modifica dello statuto

L’assemblea delibera sulle modifiche dell’Atto costitutivo e dello Statuto e sulla modifica della durata dell’associazione con la presenza di almeno la metà degli associati a maggioranza di voti.





Chi siamo, cosa facciamo e perché

  • attività di volontariato
  • temi animalisti e cittadini
  • storia del Cascinotto
  • obiettivi per il futuro

Sono in tanti che si meravigliano quando varcano il cancello del "Nuovo Cascinotto".
Ricordano probabilmente scene di altre realtà, dove purtroppo la sofferenza degli animali, privati di spazi, attenzione e dignità, è la costante.

Ricordo che una volta trovai un'anziana signora che piangeva dopo aver girato a lungo per il rifugio. Era un pianto fitto e sommesso; mi avvicinai fino a prenderla sottobraccio e cercai di rincuorarla dicendole che i cani erano tenuti bene e che almeno con noi avevano smesso di soffrire e correre rischi. Fu allora che il pianto si interruppe e la signora, con molta dolcezza mi spiegò sussurrando e quasi scusandosi: "Lo so, lo vedo bene, amico mio. Sto piangendo di gioia perché era da mesi che avrei voluto venire a trovarvi ed avevo paura di vedere gli occhi disperati di cani abbandonati e sofferenti. Com'è bello, invece, capire che mi ero sbagliata e mi sono convinta che anzi avrei dovuto venire prima, per fare la mia parte, per aiutarvi. State facendo una cosa importantissima.
..pensare che siete un'associazione di volontari...".

Approfondiamo l'argomento raccontando cosa è questa attività di volontariato.
La prima cosa che viene da dire è che questo volontariato è una cosa seria, molto seria. Impegnarsi concretamente per aiutare gli animali è qualcosa che sembra non avere una fine; c'è tanto da fare e troppo spesso avvertiamo la sensazione amarissima del limite della nostra azione, capiamo che per quanto diamo e facciamo la dimensione e la gravità del problema sono a monte: da una parte la società spesso poco attenta a questo tema, dall'altra risorse troppo limitate, nonostante le sottoscrizioni e gli interventi comunali che, seppur aumentati nel tempo, sono ancora insufficienti a farci gestire la situazione con maggiore capacità di intervento.
Non è facile andare avanti senza tregua e temendo continuamente di non riuscire a rispondere a nuove richieste di aiuto (pensate che a causa dei tuttora numerosi abbandoni o smarrimenti di cani, ben sedici di loro sono attualmente ospiti in strutture esterne a nostro carico. Anche questo è scaricato sul nostro volontariato. E che dire dei tanti cani di proprietà che, per motivi a volte anche validi, alcuni cittadini chiedono di lasciare al rifugio con l'alternativa ed il "ricatto" della soppressione?). Sembra assurdo ma è così. Ma non potrà e non dovrà continuare: oltre che ingiusto per noi, finisce incredibilmente per essere diseducativo per chi invece è tenuto ad intervenire per legge e si abitua a pensare che tanto ci siamo noi.
Il nostro fare volontariato è, quindi, una scelta complessa: è lavorare per affrontare situazioni difficili e tristi, ma anche sviluppare un rapporto con gli altri fatto di confronti seri ed esempi positivi. No, non è per niente facile la nostra strada, ma siamo cresciuti tanto e nonostante la stanchezza (non solo fisica, è bene dirlo), speriamo di riuscire ancora a far fronte alle tante e quotidiane emergenze. Certamente a stimolarci e confortarci è anche una serie di cifre impressionanti e positive:
solo dal 1996 più di 1000 cani e 500 gatti sono stati da noi soccorsi, curati e protetti; nel 2001 ci siamo occupati, solo al rifugio, di 230 cani e 160 gatti; nello stesso periodo abbiamo dato in adozione o restituito, a cittadini che li avevano smarriti, 221 cani e sterilizzato 48 gatti; il 60% dei cani presenti ha più di 7 anni (e questo, se ci pensate, vuol dire moltissimo).

Qual è il livello di attenzione dei cittadini quando vengono proposti questi temi?
Il clima e la disponibilità stanno cambiando notevolmente, senza presunzione anche per merito nostro. Bisogna però ammettere che molto resta da fare. Quando si parla di impegno a favore di animali, alcuni (fortunatamente sempre di meno, ma cene sono ancora), pensando magari di metterci in difficoltà, chiedono provocatoriamente il perché di questa attività di volontariato così piena e spesso massacrante, "con tutte le altre cose che ci sarebbero da fare in altri campi o con tutte le tragedie che ci sono nel mondo" (esempio: attentati, Afghanistan, fame). E' proprio così, quasi sempre, queste stesse persone, cercano di ferire chi fa già tanto con altruismo, sperando di nascondere così la propria pigrizia, quando non anche la propria viltà.
La verità è che chi si occupa di animali interviene troppo spesso perché altri umani hanno causato (con il loro cinismo, con la loro ignoranza, stupidità e cattiveria) dolore, ferite, abbandoni.
Non vorrei sembrare eccessivo ma, nel nostro piccolo, abbiamo dato un segnale molto positivo per la nostra società così "civile" a parole e così egoista nei fatti; abbiamo veramente scelto di lottare per esseri che avevano bisogno di aiuto, senza preoccuparci di mode, di razze, di pubblicità, di convenienza.
Tanti anni, per alcuni tutta una vita, a non tirarsi indietro, a salvare, proteggere, curare le vittime di altri cittadini che ancora oggi, purtroppo, le leggi e le istituzioni non riescono a punire adeguatamente.

Quando è iniziata, più precisamente, la nostra risposta organizzata a questo stato di cose?
Una trentina di anni fa, intorno a Lidia Girardi (alla quale, non per niente, l'Amministrazione comunale ha concesso un attestato di benemerenza). Con Lidia, prima solo 2-3 sue amiche, e poi dagli anni '80, finalmente altre persone (tra le quali chi vi parla) l'hanno aiutata lavorando con entusiasmo e capacità e si è sviluppata man mano un'esperienza particolare e suggestiva.
Quella vecchia cascina fatiscente (il "Cascinotto"), che era stata il primo punto di riferimento per il suo lavoro volontario, è diventato negli anni, il centro di una realtà coraggiosa, positiva, forte.
L'impegno e la capacità di sacrificio ed amore per gli animali, voglio ripeterlo, hanno così visto crescere a poco a poco la sensibilità ed il senso di responsabilità di tanti in un campo in cui, non dimentichiamolo, fino a qualche anno fa c'era il deserto. Non per niente, tra le centinaia di Comuni che avrebbero potuto e dovuto attivarsi dal 1991, a seguito di una nuova legge, nella realizzazione di strutture per combattere il randagismo, Collegno è stata all'avanguardia.
Se Collegno ha potuto essere d'esempio, questo è accaduto anche perché qui, alla base, c'è stata l'azione continua, un "civile assedio di proposte" della nostra associazione.
E rimane un caso pressoché unico in Italia il rifugio comunale per animali, che è stato progettato, costruito e gestito grazie alla passione ed al coraggio dell'Associazione Amici degli Animali di Collegno, con il contributo economico maggiore del Comune di Collegno e con la partecipazione della Regione Piemonte e, più tardi, del Comune di Grugliasco. Ancora oggi, da altri comuni del Piemonte ma non solo, ci arrivano richieste di aiuto, di consigli e ci chiedono di poter fare tesoro della nostra esperienza.
Tutto nasce da lì, da quella storia partita tanti anni fa, con Lidia. Una storia di amore che ha fatto una strada incredibile.

Come ci siamo fatti conoscere
Partendo dall'esempio, facendo informazione corretta, puntando sul valore del confronto con gli altri, gli scettici, i critici, i pigri o insensibili (quelli che, per esempio regalano il cucciolo di moda per il compleanno o la promozione del figlio, salvo poi a sbarazzarsene al primo contrattempo o alla prima difficoltà).
E quel gruppo è cresciuto; ci siamo dati un'organizzazione, siamo diventati un'associazione capace di aiutare sempre più animali abbandonati, maltrattati, a volte anche torturati; capace di andare a parlare nelle scuole, fare manifestazioni pubbliche, realizzare un filmato.
Abbiamo preso per mano tanti altri, collegnesi e non (pensate per un attimo che l'Associazione raccoglie adesioni e consensi da oltre 900 persone) ed abbiamo cercato di indicare un nuovo modo di vivere il rapporto con gli animali, quello di dare affetto ma anche riconoscere dignità ai nostri amici a quattro zampe.

Cos'è che ci ha fatto arrivare fin qua
La nostra forza è stata proprio quella di non arrenderci. Se guardiamo indietro, da dove siamo partiti... quasi non sembra possibile... I risultati sono stati eccezionali ma non c'è presunzione nelle nostre parole. Siamo orgogliosi di quello che abbiamo raggiunto, questo sì, anche se, come abbiamo detto prima, questo non vuol dire che siamo tranquilli o appagati. Siamo al tempo stesso orgogliosi e preoccupati di cosa ci aspetta, se non arriveranno finalmente novità in grado di cambiare e migliorare definitivamente questo stato di cose: da un canto una società più matura e che rispetti di più gli animali e, dall'altro, amministrazioni pubbliche, magari anche in forme consortili, che sollevino e liberino il volontariato dal tunnel del sacrificio eccessivo.

Cosa ci auguriamo
Che ognuno possa e debba fare la giusta parte. Al volontariato il compito di sviluppare la sensibilità sulle problematiche animaliste, l'attenta presenza presso la struttura del rifugio per garantire il benessere e la cura degli animali, al pubblico (Comuni, Regione...) la responsabilità e l'onere della copertura economica di tutti i costi, compreso quello di personale fisso (ormai indispensabile, data la mole di lavoro). Questi sono i passi prossimi ed inevitabili da compiere insieme, noi volontari e la parte pubblica, all'interno della quale bisognerà convincersi che non si può continuare a lasciare le cose come stanno, scaricando oneri e responsabilità che non ci competono e che abbiamo sopportato fin qui solo per amore degli animali.
Come è vero che la nostra associazione è capace di fare, di dare, di non arrendersi nonostante le grandi difficoltà e di ripartire ogni volta con entusiasmo, con generosità, con passione che tanti ammirano e, perché no, forse invidiano, adesso è il momento di ascoltarci di più e, soprattutto, di fare insieme. Non abbiamo mai chiesto deleghe in bianco ed in una immaginaria staffetta a favore della realtà delle nostre città, aspettiamo con ansia di poter passare il "testimone".

Un ultimo invito
Non trattate male gli animali, per favore. Rispettiamoli per farli vivere bene, per vivere, noi e loro, tutti meglio.
E' come se qui, accanto a noi, in questo momento, ci fossero decine e decine di persone (e primi tra gli altri Cinzia, Antonio, Elena, Egle, Francesca, Sabrina, Grazia, Anna, Giuseppe, Adonella, Luisa, Enzo, Paola 1, Paola 2, Fernanda, Roberta, Stefania, Francesco, Elisa, Miriam, Carla e centinaia di altri amici a due e quattro zampe).
Il messaggio finale di tutti, che parte da un'esperienza che ci ha insegnato tante cose, è: non si può tradire un amico; non si può abbandonare o trattare male un animale. Rispettare gli animali non è altro che una scelta di civiltà.

                                   Michele Suma (Presidente dell'Associazione Amici degli Animali)